A SCUOLA CON LE FONDAZIONI

  
A SCUOLA CON LE FONDAZIONI

Glossario

Bilancio di sistema: con questa espressione si intende il bilancio complessivo di tutti i soggetti appartenenti a una medesima categoria settoriale, come sono appunto omogenee fra loro le Fondazioni di origine bancaria. In questo specifico caso si fa riferimento sia all'insieme delle attività di gestione dei loro patrimoni, sia all'insieme delle loro attività erogative.

Statuto della Fondazione: è la carta d'identità della Fondazione, che ne definisce le caratteristiche: il DNA che condizionerà la missione della Fondazione e la stessa possibilità che questa si evolva; ma anche le modalità di intervento. L'insieme di fattori contenuti in uno statuto può rendere, infatti, molto diverse le modalità di svolgimento di un processo di pianificazione. Insieme ad altri elementi, forti connotazioni territoriali, o al contrario la relativa debolezza delle connotazioni territoriali, sono elementi che incidono molto nel definire il processo di pianificazione.

Regolamento di erogazione: è innanzitutto uno strumento di trasparenza, nato per definire i criteri per l'esercizio dell'attività istituzionale in maniera chiara, riconoscibile e sempre più spesso comunicata: attraverso i siti delle Fondazioni, i bandi e l'informazione a mezzo stampa. Esso definisce da un lato il terreno di gioco in cui la Fondazione si vuole cimentare, dall'altro le regole del gioco per i beneficiari che vogliono presentare una richiesta.

Documento pluriennale: invece è il cuore dell'attività di definizione della strategia, che indirizza l'azione della Fondazione determinandone obiettivi generali e priorità di azione, sia a livello generale che a livello settoriale, in quel periodo e in quel contesto e, soprattutto, compatibilmente con l'ammontare delle risorse a disposizione. Non entra, peraltro, nel dettaglio degli strumenti da utilizzare per raggiungere gli obiettivi

Documento Programmatico Previsionale DPP: diventa una conseguenza diretta del Documento pluriennale. In esso sono indicate le attività che la Fondazione intende realizzare nel corso dell'esercizio annuale con un rilevante grado di dettaglio e le risorse economiche ad esse destinate. La programmazione viene definita tenendo conto, in primo luogo, degli obiettivi e degli indirizzi di cui al Documento programmatico previsionale pluriennale, e dunque dando spesso seguito alle iniziative promosse negli anni immediatamente precedenti, al fine di dare continuità all'operato della Fondazione. Quanto all'individuazione delle disponibilità economiche, viene assunto quale riferimento il bilancio preventivo dell'esercizio di riferimento la cui redditività attesa, insieme all'eventuale avanzo di gestione dell'anno precedente, darà corpo alle risorse da destinare alle erogazioni.

Bilancio di missione: suggella il ciclo con la descrizione degli interventi fatta con riferimento ai documenti di cui sopra. E' un rendiconto atto a consentire alla comunità di riferimento la verifica della coerenza tra obiettivi, risultati e percorsi adottati per conseguire questi ultimi.

Sussidiarietà: il nucleo centrale del principio di sussidiarietà consiste nell'affermazione in base alla quale una comunità di ordine superiore non deve mai sostituirsi a una di ordine inferiore se quest'ultima risulta idonea ad affrontare e risolvere le questioni sul tappeto. Abbiamo due tipi di sussidiarietà: quella orizzontale che sta al cuore del principio di sussidiarietà e indica la necessità che la società civile, che pone in essere iniziative originali, libere, responsabilmente e autonomamente gestite, possa essa stessa indicare le vie per l'ordinato svolgimento della vita sociale e per il perseguimento di equi rapporti sociali. A essa i pubblici poteri sono tenuti a dare il sostegno necessario perché tale autonoma iniziativa possa permanere e svilupparsi. La sussidiarietà verticale è la seconda articolazione del principio di sussidiarietà, volta a valorizzare il ruolo di quegli enti pubblici (e segnatamente il Comune) che sono più vicini ai cittadini e alle loro formazioni sociali. Essi sono titolari di tutte le funzioni pubbliche e possono essere sostituiti nel loro esercizio da enti di governo di livello superiore solo nel caso in cui non siano in grado di esercitarle adeguatamente.
Il terzo comma articolo 118 della Costituzione ne fa esplicito riferimento "Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà". Tale principio può essere inteso come uno sviluppo dell'articolo 2 della stessa Costituzione a proposito delle formazioni sociali ove si svolge la personalità dell'uomo e dove si richiede l'adempimento dei doveri di solidarietà politica, economica e sociale. Quindi il concetto va inquadrato in un ambito in cui sono presenti i diritti del singolo, l'organizzazione sociale e politica e la solidarietà. Questo implica che le formazioni sociali abbiano come finalità la promozione dei propri membri e perseguano il principio del bene comune. La logica che ne scaturisce è di carattere integrativo: lo Stato ne rispetta l'autonomia e ne garantisce l'apertura e la responsabilità verso la società nel suo insieme, favorendo la costituzione di comunità solidali.

Terzo settore: con questa accezione si intende l'insieme di quelle formazioni sociali che costituiscono una multiforme rete di esperienze e di attività nel mondo del volontariato, dell'associazionismo, della cooperazione sociale. Le loro modalità di azione, nel pluralismo delle istanze rispettive, contribuiscono a creare legami di coesione e, in attuazione del principio di sussidiarietà, a porre le basi di una comunità solidale.