ASSOCIAZIONE DI FONDAZIONI E DI CASSE DI RISPARMIO SPA
RAPPORT0 ANNUALE

Secondo rapporto sulle Fondazioni bancarie

Cap. 1: Il quadro istituzionale di riferimento

Cap. 2: Le dismissioni delle partecipazioni Bancarie
Premessa
2.1 La composizione del patrimonio degli Enti conferenti
2.2 La struttura degli investimenti delle Fondazioni Bancarie
2.3 Gli assetti partecipativi nelle Banche conferitarie

Cap. 3: Il rendimento del patrimonio delle societa' conferitarie e degli enti conferenti
Premessa
3.1 La redditività del patrimonio delle Spa Bancarie
3.2 La redditività del patrimonio delle Fondazioni Bancarie


Cap. 4: L'efficienza economica e gestionale degli enti conferenti
Premessa
4.1 I costi di funzionamento degli Enti conferenti
4.2 La composizione degli Organi collegiali delle Fondazioni C.R.
4.3 Il personale delle Fondazioni C.R.
4.4 La struttura organizzativa delle Fondazioni C.R.

Cap. 5: L'attivita' istituzionale degli enti conferenti
Premessa
5.1 Le risorse destinate all'attività erogativa
5.1.1 Il processo di formazione delle risorse disponibili per le erogazioni
5.1.2 I dati di bilancio sull'attività istituzionale
5.2 L'autodisciplina delle Fondazioni C.R.: statuti e regolamenti
5.2.1 L'analisi comparata degli statuti
5.2.2 L'analisi comparata dei regolamenti
5.3 I requisiti di professionalità degli Amministratori delle Fondazioni C.R.
Premessa
5.3.1 Il ruolo delle Fondazioni C.R. in campo sociale
5.3.2 I criteri generali di analisi
5.3.3 L'elaborazione dei dati
5.4 Indagine quali-quantitativa sulle erogazioni delle Fondazioni C.R. nel 1995
Premessa
5.4.1 I criteri di classificazione dei dati
5.4.2 L'analisi riferita al totale delle Fondazioni C.R.
5.4.3 L'analisi riferita a gruppi di Fondazioni C.R.


Cap. 6: La gestione complessiva delle Fondazioni Bancarie: una proposta di lettura coordinata degli indicatori di bilancio
Appendice A: tabelle relative a dati economico-patrimoniali
Appendice B: provvedimenti amministrativi e normativi


Appendice: provvedimenti amministrativi e normativi
BIBLIOGRAFIA




Nota:

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PREFAZIONE

Le cronache dell'anno appena trascorso hanno portato alla pubblica attenzione i riflessi dell'ampio dibattito che, nel solco di un animato confronto di idee già avviato negli anni precedenti, ha continuato a svilupparsi sulle prospettive future delle Fondazioni Bancarie, nel quadro della riforma del sistema delle Casse di risparmio e degli Istituti di credito di diritto pubblico italiani introdotta con la Legge n.218 del 1990.

Come è noto il tema riveste grande interesse, in primo luogo, per il ruolo che tali soggetti sono chiamati a svolgere nel processo di privatizzazione del sistema bancario nazionale, in relazione alle previsioni di dismissione, da parte delle stesse Fondazioni Bancarie, di una significativa quota delle loro partecipazioni nelle Spa Bancarie di riferimento.

E' inoltre diffuso l'auspicio che esse riescano a contribuire, attraverso il perseguimento delle loro finalità istituzionali, al soddisfacimento dei bisogni sociali del Paese con un ruolo commisurato all'entità della loro dotazione patrimoniale. Aspettativa condivisibile, quest'ultima, a condizione che non si confonda con l'ipotesi, da ritenersi invece del tutto irrealistica, di una sostituibilità, anche solo parziale, dell'intervento pubblico in questo campo (si pensi, in proposito, che nei soli settori della Sanità, Istruzione ed Assistenza vengono correntemente spesi, ogni anno, circa 200 mila miliardi di lire con fondi pubblici).

L'Associazione fra le Casse di Risparmio italiane, come è naturale, partecipa a questo dibattito e vi contribuisce ponendosi, tra l'altro, come centro di raccolta di informazioni e dati rappresentativi delle numerose realtà che compongono il sistema delle Fondazioni Bancarie.

La ricomposizione e l'elaborazione di tali dati è stata alla base della pubblicazione, lo scorso anno, del Primo Rapporto sulle Fondazioni Bancarie, opera che ha permesso di ricostruire un quadro integrato e completo del sistema, e che è stata utilizzata dai molti addetti ai lavori, anche nelle sedi più autorevoli, per svolgere approfondimenti ed analisi sulla materia.

Nelle previsioni, detta pubblicazione si poneva come il primo volume di una collana dedicata all'aggiornamento ed all'integrazione annuale dei dati di sistema, con l'intento di fornire uno strumento utile al costante monitoraggio sull'andamento dei fenomeni più significativi che caratterizzano il sistema stesso.

Il Secondo Rapporto sulle Fondazioni Bancarie, che viene qui presentato, si inserisce in questo quadro e, oltre ad assolvere alla sua primaria funzione di aggiornamento ed integrazione dei dati contenuti nel precedente Rapporto dell'ACRI, si propone di focalizzare l'attenzione sui temi più critici rispetto ai quali si è ultimamente incentrato il dibattito sull'evoluzione del sistema delle Fondazioni Bancarie.

Queste ultime hanno già provveduto ad attuare in modo completo ed organico tutte le indicazioni previste dalla Direttiva Dini e dalle successive circolari applicative.

Nell'ambito delle disposizioni emanate dalla Autorità di Vigilanza, al fine di realizzare la progressiva separazione degli Enti conferenti dalle Società conferitarie, le Fondazioni Bancarie hanno dato piena attuazione alle norme che disciplinano l'incompatibilità tra le cariche ricoperte dagli Amministratori e dai Sindaci delle Fondazioni Bancarie e delle Società Bancarie conferitarie.

A tutt'oggi, solo il 4% (circa) degli Amministratori e solo il 2% (circa) dei Sindaci delle Fondazioni C.R. si trovano in condizione di doppio incarico, ed in tutti i casi esistenti si configurano situazioni legittime, in quanto riconducibili alle previsioni normative.

Per quanto riguarda l'altra fondamentale questione, relativa alle dismissioni delle partecipazioni Bancarie nelle Società conferitarie, da parte degli Enti conferenti, si può dire che il processo non ha registrato sostanziali modificazioni rispetto all'assetto partecipativo rilevato in precedenza ed illustrato nel Primo Rapporto dell'ACRI. A tale proposito si devono rilevare, tuttavia, alcuni elementi di oggettiva difficoltà che hanno determinato sino ad oggi su questo specifico aspetto, una stasi dell'azione delle Fondazioni Bancarie.

In primo luogo le condizioni di incertezza del quadro normativo di riferimento, che solo in epoca recentissima, con la presentazione di un apposito disegno di legge del Governo si sta muovendo verso la definizione di un preciso e stabile assetto.

L'intento dichiarato nelle più autorevoli sedi istituzionali, sin dai primissimi mesi del 1996, di voler procedere ad un riordino della disciplina civilistica e fiscale delle Fondazioni Bancarie, e di definire una nuova normativa relativamente al trattamento fiscale delle operazioni di ristrutturazione bancaria (si ricordi, al riguardo, la costituzione in sede ministeriale di un'apposita Commissione tecnica per lo studio del problema e la definizione di proposte), ha inevitabilmente indotto un generalizzato atteggiamento di prudente attesa.

Né, d'altra parte, possono essere sottovalutate le difficoltà che le Fondazioni Bancarie hanno incontrato nel collocamento sul mercato delle proprie partecipazioni. Tra quelle più evidenti si registrano, innanzi tutto, i modesti volumi di operatività del mercato mobiliare e la mancanza di una più ampia diversificazione territoriale del medesimo; in secondo luogo, si deve osservare come la flessione del corso di alcuni tra i principali titoli bancari, recentemente ammessi alla quotazione di borsa, abbia indotto gli investitori ad una minore propensione all'investimento in questo settore.

Le possibili soluzioni al problema si orientano, da un lato, verso la necessità di ristrutturare il mercato di riferimento, dall'altro, verso la creazione di condizioni che migliorino la redditività dei titoli bancari.

Per quanto riguarda quest'ultimo aspetto, è necessario che le Spa Bancarie puntino ad una maggiore efficienza economico-patrimoniale, sia attraverso una migliore strutturazione dei propri attivi, ad esempio mediante la cessione di cespiti infruttiferi, sia intensificando i processi, in parte già avviati, di aggregazione tra Società Bancarie finalizzati ad un accrescimento della loro competitività.

Va comunque rilevato che, a prescindere dalla realizzazione di interventi profondi come quelli appena descritti, le Casse di risparmio hanno già provveduto a realizzare strategie tese ad assicurare un recupero di efficienza economica (e, quindi, a garantire un aumento di redditività). Infatti, l'esercizio 1995 ha fatto registrare per le Casse che hanno conseguito risultati di esercizio positivi, un valore medio del R.O.E. in crescita e pari al 4,2% (2,9% nel 1994). Pertanto, le prospettive di ulteriori miglioramenti di redditività, qualora confrontate con il tasso reale di rendimento atteso dei titoli pubblici, potrebbero indurre le Fondazioni C.R. ad annoverare le partecipazioni Bancarie tra le forme di investimento che in modo alternativo, ma ugualmente redditizio, consentono di attuare un'efficace ed efficiente diversificazione dell'investimento del proprio patrimonio.

Le Fondazioni Bancarie, nel loro complesso, dispongono oggi di un patrimonio di circa 54.296 miliardi di lire, di cui circa 38.610 miliardi riferibili alle 82 Fondazioni C.R. e circa 15.686 miliardi alle Fondazioni I.C.D.P.

L’analisi dei bilanci delle Fondazioni C.R., relativi all'esercizio 1994/95, permette di effettuare ulteriori considerazioni circa il flusso economico-patrimoniale che ha caratterizzato la loro gestione complessiva.
Il valore delle partecipazioni detenute ammonta a circa 32.286 miliardi di lire e rappresenta il 96,7% del patrimonio ed il 94,5% del totale di bilancio.

In sintesi si conferma la situazione che era già emersa nel Primo Rapporto sulle Fondazioni Bancarie e cioè che lo Stato patrimoniale delle Fondazioni C.R. vede le partecipazioni nelle Società conferitarie come voce preminente dell’attivo e il patrimonio come voce preponderante del passivo.

L’insieme delle Fondazioni C.R., inoltre, è caratterizzato da una elevata concentrazione territoriale nel nord del Paese, dalla presenza di poche Fondazioni di grandi dimensioni e da un elevato numero di Fondazioni di dimensione medio piccola.

Il patrimonio delle Fondazioni C.R. ha fatto registrare, nell’esercizio 1994/95, una redditività complessiva del 2%. Infatti, esse hanno percepito proventi per 671 miliardi (+8,6% rispetto all’esercizio precedente) costituiti per l'80% circa da dividendi riscossi dalle Società conferitarie.

I proventi introitati sono stati successivamente utilizzati, al netto delle tasse, per coprire i costi di funzionamento (56 miliardi, pari all'8,4% dei proventi), per gli accantonamenti statutari e di legge (oltre 305 miliardi, pari al 45,4% dei proventi) e per le erogazioni.

Nell'esercizio 1994/95 le erogazioni ammontano complessivamente a 354 miliardi. Esse sono state effettuate utilizzando interamente il margine netto disponibile per erogazioni prodotto dall'esercizio (295 miliardi, pari al 44% dei proventi). Inoltre, sono stati utilizzati 46 miliardi rivenienti da accantonamenti a fondi erogazioni costituiti negli esercizi precedenti.

L'avanzo d'esercizio pari a 55 miliardi è stato destinato al finanziamento dell'attività erogativa da realizzarsi nell'esercizio successivo.

Per quanto riguarda i costi di funzionamento, in particolare, essi includono il costo sostenuto per il compenso degli Amministratori e dei Sindaci, che ammonta complessivamente ad oltre 17 miliardi (pari al 2,6% dei proventi), rispetto ai 14 miliardi (pari al 2,2% dei proventi) relativo all'esercizio precedente.

L'incremento di tale valore è dovuto, per la massima parte, alla cessazione delle condizioni di doppio incarico, con la conseguente assunzione da parte delle Fondazioni C.R. dell'intero onere relativo al compenso corrisposto ad Amministratori e Sindaci, originariamente pari alla metà poichè condiviso con l'azienda bancaria. In misura minore, inoltre, il citato aumento di costo deriva dall'incremento del numero complessivo dei membri degli Organi collegiali e dall'adeguamento dei loro compensi, operato sulla base del tasso d'inflazione.

Per quanto riguarda gli accantonamenti statutari e di legge, essi sono diminuiti dell'8%; ciò è principalmente imputabile alle prime applicazioni della previsione della Direttiva Dini che consente la facoltà di ridurre l'aliquota degli accantonamenti obbligatori alla riserva per la sottoscrizione di aumenti di capitale della Banca conferitaria (art. 12 del D.Lgs. n.356/90) .

Con riferimento all'attività erogativa si possono richiamare i seguenti dati di sintesi.

Nel 1995 le Fondazioni C.R. hanno svolto la loro attività istituzionale realizzando 13.680 interventi.

Gli importi erogati presentano un elevato grado di concentrazione: quelli superiori a 50 milioni di lire cadauno assorbono il 64,5% della somma totale pur rappresentando soltanto il 4,8% del numero complessivo di iniziative.

Ben il 24,6% del totale erogato è costituito da interventi di importo unitario superiore a 500 milioni, mentre le erogazioni di importo modesto (inferiore a 10 milioni) hanno assorbito solo il 14,3% del totale erogato.

Le erogazioni annuali sono largamente prevalenti: esse incidono per l'88,4% dell'importo totale, mentre le erogazioni pluriennali ne rappresentano l'11,6%.

Pur tuttavia, è significativo che le erogazioni pluriennali abbiano visto crescere il loro ruolo, in maniera decisa, sia per quanto concerne gli importi (+61,4% tra il 1994 e il 1995) sia per quanto riguarda il numero (+28,4%).

In merito all'origine delle iniziative di erogazione, pur continuando a prevalere la progettualità di terzi, quelle risalenti alle Fondazioni occupano uno spazio non indifferente, sia considerando il numero degli interventi (9,5% del totale) sia, ancora di più, considerando gli importi (23,7%).

E' da sottolineare come tra le erogazioni pluriennali, cioè quelle di importo di gran lunga più consistente, l'autonoma linea strategica delle Fondazioni (rappresentata dai progetti propri ) incida per il 54,7% della somma erogata.

E' aumentato il peso delle iniziative in pool: esse hanno rappresentato nel 1995 il 7,1% del totale.

I settori istituzionali assorbono l'84,4% (di cui l'11,1% è stato destinato al Volontariato secondo le disposizioni della L. 266/91) dell'importo totale erogato. Quello che occupa il primo posto per importanza è il settore dell'Arte e cultura (col 28,6%) a conferma della vocazione che il mondo delle Casse di risparmio ha sempre espresso verso la tutela e lo sviluppo del patrimonio artistico e culturale.

Il restante 15,6% è stato destinato ad iniziative volte alla promozione e sviluppo delle comunità locali, alla tutela ambientale e ad attività di carattere sportivo e ricreativo.

Il grado di specializzazione settoriale dell'attività di erogazione non risulta mai basso: il 60,5% delle Fondazioni C.R. ha destinato non meno del 60% delle proprie erogazioni a non più di due settori. La parte restante del sistema (39,5% delle Fondazioni C.R.) ha destinato a non più di due settori almeno il 40% del totale erogato.

L'area territoriale interessata dall'attività erogativa delle singole Fondazioni raramente eccede i confini della regione di appartenenza della sede dell'Ente conferente (95,2% degli importi erogati). All'interno, poi, della zona così circoscritta la preferenza si concentra nella provincia nella quale si trova la sede della Fondazione (73,2% degli importi erogati).

Rispetto alla ripartizione geografica delle risorse, si rileva che l'82,2% delle stesse è stato destinato al Nord, il 15,8% al Centro ed il 2% al Sud.

La sintesi dei dati sinora esposti consente di delineare il quadro di un sistema che si va progressivamente assestando con la graduale definizione di assetti istituzionali, gestionali ed operativi consoni al perseguimento delle finalità assegnategli.

L'impegno profuso sinora, tuttavia, non dovrà attenuarsi anche nel prossimo futuro, se si vuole che il processo giunga a compimento in tempi non lunghi. In tal senso, peraltro, sembra oramai non più rinviabile una revisione della disciplina normativa delle Fondazioni Bancarie che ne accerti la natura giuridica privata, salvaguardandone l'autonomia statutaria, organizzativa e regolamentare.

E' lecito ipotizzare, infatti, che un siffatto quadro normativo consentirebbe alle Fondazioni Bancarie di procedere più speditamente verso la assunzione di un ruolo di riferimento nel Terzo settore, da cui potranno trarre vantaggio non solo le comunità locali, ma l'intero Paese.

Il Secondo Rapporto sulle Fondazioni Bancarie è articolato in sei capitoli.

Il capitolo 1 descrive il quadro istituzionale di riferimento, riassumendo sinteticamente i principali passaggi normativi che hanno accompagnato l'evoluzione delle Fondazioni Bancarie, dalla Legge 218 del 1990 sino ad oggi, ed hanno indirizzato la graduale trasformazione dei loro assetti organizzativi ed operativi.

Il capitolo 2 prende in esame, in modo dettagliato, lo stato di attuazione del processo di dismissione delle partecipazioni Bancarie detenute dalle Fondazioni C.R.

Viene fornito, in particolare, un quadro riassuntivo dell'articolazione dimensionale e geografica dei patrimoni delle Fondazioni Bancarie, analizzando poi, in modo più specifico, gli attuali assetti partecipativi delle Fondazioni C.R. nelle rispettive Banche conferitarie.

Il capitolo 3 è dedicato all'analisi della redditività delle Banche conferitarie e del patrimonio delle Fondazioni Bancarie, esaminate congiuntamente in considerazione della stretta correlazione tra esse esistente. L'esame della redditività del patrimonio delle Fondazioni Bancarie viene completato, inoltre, con riferimento all'influenza delle altre sue forme di investimento.

Nel capitolo 4 si analizza il fenomeno della efficienza economica e gestionale delle Fondazioni Bancarie. Partendo dall'esame delle spese di funzionamento rilevabili dai bilanci, si procede ad un'ampia disamina delle principali variabili organizzative, e dei fenomeni ad esse collegati, che concorrono a determinare le suddette spese.

L'analisi si diffonde, in particolare, sulla composizione degli Organi collegiali, sul personale e sulle strutture organizzative delle Fondazioni C.R.

Nel capitolo 5 si sviluppa un approfondimento dell'attività istituzionale delle Fondazioni C.R.

Preliminarmente vengono presentati i dati di bilancio relativi all'attività erogativa e si procede ad un esame dettagliato dell'apparato normativo interno di cui le Fondazioni C.R. si sono dotate per assolvere più efficacemente le finalità istituzionali loro assegnate.

In questa ottica si affronta, inoltre, la problematica dei requisiti di professionalità degli Amministratori, evidenziandone le correlazioni con i settori di intervento previsti.

Il capitolo in questione si chiude con la presentazione dell'indagine annuale svolta dall'ACRI per la rilevazione quali-quantitativa delle erogazioni effettuate dalle Fondazioni C.R. nel corso del 1995.

Nel capitolo 6 si propone, a conclusione del Rapporto, un modello di lettura coordinata degli indicatori di bilancio, che persegue l'obiettivo di facilitare l'interpretazione, sotto il profilo economico, dell'andamento della gestione complessiva di una Fondazione bancaria tipo.

Ci si propone, in tal modo, di offrire un contributo per la ricerca di strumenti e di metodologie per la valutazione dell'efficienza delle Fondazioni Bancarie.

In conclusione di questa nota di presentazione del volume desideriamo rivolgere i nostri più sentiti ringraziamenti a tutti coloro che, con il loro contributo, ne hanno reso possibile la realizzazione.

E' doveroso esprimere la nostra riconoscenza, innanzitutto, alle Fondazioni che hanno fornito, con non trascurabile impegno delle proprie strutture e risorse, la grande mole di informazioni su cui si è incentrato tutto il nostro studio manifestando, così, grande disponibilità e spirito di collaborazione.

Rivolgiamo il più vivo ringraziamento, inoltre, ai docenti universitari che hanno offerto il contributo scientifico indispensabile per lo sviluppo delle diverse parti del Rapporto.

Siamo grati, in particolare, alla Prof.ssa Rossella Locatelli, della seconda facoltà di Economia (Scienze Bancarie Finanziarie e Assicurative) dell'Università Cattolica del S. Cuore di Milano, per la preziosa collaborazione prestata nell'analisi e interpretazione dei dati relativi all'andamento della gestione delle Fondazioni.

Il Prof. Aldo Predetti, Professore ordinario di Statistica economica nell'Università degli studi di Milano, facoltà di Scienze politiche, ha fornito un contributo decisivo alla elaborazione e all'analisi dei dati riguardanti l'indagine quali-quantitativa sull'attività di erogazione delle Fondazioni C.R.

Un ultimo ringraziamento, infine, è rivolto a coloro che hanno letto le prime stesure del dattiloscritto e che, con le loro raccomandazioni critiche, hanno stimolato una varietà di approfondimenti, una più precisa messa a punto dei dati e un maggiore equilibrio tra le diverse parti del volume.

 

Aggiornamento al 4 febbraio 2012 

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