ASSOCIAZIONE DI FONDAZIONI E DI CASSE DI RISPARMIO SPA
RAPPORT0 ANNUALE

Quarto rapporto sulle Fondazioni bancarie

 

Pag.

   
PREFAZIONE. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

7

   
INDICE DELLE TABELLE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

17

   
INDICE DELLE FIGURE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

20

   
INDICE DEI PROVVEDIMENTI AMMINISTRATIVI E NORMATIVI . . . . .

21

   
NOTA METODOLOGICA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

23

 
CAP. 1 - IL QUADRO ISTITUZIONALE E NORMATIVO

27

   
CAP. 2 - L'ASSETTO INTERNO DELLE FONDAZIONI C.R.

33

   
  2.1 Gli organi collegiali delle Fondazioni C.R. . . . . . . . . . . . .

33

   
  2.2 I requisiti di professionalità degli Amministratori delle Fondazioni C.R. . . . . . . . . . . . . . . . . . .

38

   
  2.3 Il personale delle Fondazioni C.R. . . . . . . . . . . . . . . . . . .

45

   
CAP. 3 - IL PATRIMONIO E LA GESTIONE ECONOMICA      
  DELLE FONDAZIONI BANCARIE

51

   
  3.1 Il patrimonio delle Fondazioni bancarie . . . . . . . . . . . . . .

51

   
  3.2 Le forme di investimento del patrimonio . . . . . . . . . . . . .

52

   
  3.3 Gli assetti partecipativi delle Fondazioni C.R.    
  nelle banche conferitarie . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

55

   
  3.4 La redditività delle Fondazioni bancarie . . . . . . . . . . . . .

58

   
  3.5 I costi di funzionamento delle Fondazioni bancarie . . . .

61

   
  3.6 Le risorse destinate all’attività erogativa . . . . . . . . . . . .

63

   
  3.7 Le modalità di impiego delle risorse disponibili per l’attività erogativa . . . . . . . . . . . .

66

   
  Tabelle relative a dati economico-patrimoniali

69

 
CAP. 4 - L'ATTIVITÀ EROGATIVA DELLE FONDAZIONI C.R.      
  NEL 1997

95

   
  Premessa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

95

   
  4.1 Criteri di classificazione dei dati . . . . . . . . . . . . . . .

96

   
  4.2 Analisi riguardante il Sistema Fondazioni C.R. . . . .

97

   
    4.2.1 Quadro sintetico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

97

   
    4.2.2 Caratteristiche delle iniziative . . . . . . . . . . . . .

100

   
    4.2.3 Settori di intervento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

104

   
    4.2.4 Beneficiari delle iniziative . . . . . . . . . . . . . . .

108

 
    4.2.5 Finalizzazione delle iniziative . . . . . . . . . . . . .

109

   
    4.2.6 Localizzazione delle iniziative . . . . . . . . . . . . .

113

   
  4.3 Analisi riferita a gruppi di Fondazioni C.R. . . . . . . .

113

   
    4.3.1 Quadro sintetico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

115

   
    4.3.2 Caratteristiche delle iniziative . . . . . . . . . . . . .

121

   
    4.3.3 Settori di intervento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

125

   
    4.3.4 Beneficiari delle iniziative . . . . . . . . . . . . . . . .

128

   
    4.3.5 Finalizzazione delle iniziative . . . . . . . . . . . . .

133

   
    4.3.6 Localizzazione delle iniziative . . . . . . . . . . . . .

133

   
APPENDICE A: I PRIMI CINQUE ANNI DI ATTIVITÀ      
  DELLE FONDAZIONI C.R. . . . . . . . . . . . .

141

 
APPENDICE B: PROVVEDIMENTI AMMINISTRATIVI E NORMATIVI. . . . . . . . . .

151

BIBLIOGRAFIA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

249

 

Nota:

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Prefazione

Il Rapporto annuale sulle Fondazioni Bancarie giunge quest’anno alla sua quarta edizione e, nel tracciare il consueto riepilogo dei principali fenomeni dell’anno trascorso riguardanti le Fondazioni Bancarie, offre la sintesi di un periodo denso di avvenimenti di indubbio rilievo.

In primo piano, innanzi tutto, si pone la conclusione del lungo, e per molti versi sofferto, iter parlamentare della cosiddetta legge Ciampi.

A quasi due anni dalla presentazione del disegno di legge messo a punto dal Ministro del Tesoro, e dopo una serie di modifiche ed integrazioni apportate al testo da ognuno dei due rami del Parlamento, negli ultimi giorni del 1998 è stata definitivamente approvata la legge delega relativa al riordino della disciplina civilistica e fiscale degli enti conferenti e della disciplina fiscale inerente le operazioni di ristrutturazione bancaria.

Il varo della legge, accolto con soddisfazione da una larga parte degli addetti ai lavori, è intervenuto a colmare una lacuna legislativa che si protraeva ormai da tempo, ed ha finalmente conferito stabilità al quadro di riferimento normativo delle Fondazioni Bancarie.

Come già detto, la fase di gestazione del provvedimento è stata piuttosto lunga e controversa, a causa delle diverse prospettive con cui nel Paese si guardava alla soluzione dei problemi affrontati dalla legge, e della conseguente difficoltà, per il legislatore, di comporre in una sintesi equilibrata i delicati interessi in gioco.

Tutto ciò ha dato origine ad una animata discussione parlamentare e ha alimentato un ampio dibattito, abbondantemente ripreso dai principali organi di informazione, che si è riacceso anche molto di recente a causa delle controverse valutazioni seguite all'approvazione, da parte del Governo, del decreto legislativo di attuazione, che in alcune sue parti non appare del tutto coerente con la legge delega.

I motivi di tanta attenzione sono legati, come è noto, al ruolo che le Fondazioni Bancarie stanno assumendo nel processo di ammodernamento del sistema bancario nazionale, in relazione alla cessione di quote di partecipazione nelle rispettive Banche conferitarie, nonché alle diffuse aspettative riposte nei confronti delle Fondazioni Bancarie affinché esse contribuiscano al potenziamento del Terzo settore nazionale con un’attività erogativa meglio commisurata alla loro rilevante dotazione patrimoniale.

La nuova legge introduce su questi temi importanti elementi di certezza e di chiarezza, e definisce una piattaforma normativa che potrà utilmente orientare le Fondazioni Bancarie, pur senza ledere il fondamentale principio di autonomia delle stesse, nel modellare i rispettivi profili organizzativi e gestionali.

La legge risolve finalmente l’incertezza sulla natura giuridica privata delle Fondazioni Bancarie, consentendo così ad esse di superare l’insieme di vincoli che, a causa di orientamenti che tendevano ad attribuire loro qualificazioni pubblicistiche, ne avevano finora reso meno scorrevole l’operatività.

Il provvedimento fornisce altresì precisazioni ed indirizzi su elementi fondamentali quali gli scopi da perseguire, i criteri generali per l’organizzazione e l’amministrazione interna, il ruolo dell’Autorità di vigilanza ed i rapporti con le banche partecipate.

A tale ultimo riguardo, come è noto, era molto sentita l’esigenza di favorire, mediante la legge in discussione, la realizzazione di quei processi di ristrutturazione bancaria attraverso cui ci si propone di innalzare il livello di competitività delle banche del nostro Paese.

La nuova normativa, a questo proposito, introduce un sistema di incentivi fiscali tesi a favorire le cessioni di partecipazioni bancarie da parte delle Fondazioni e prevede un periodo transitorio al termine del quale dovranno essere dismesse le eventuali partecipazioni di controllo detenute dalle Fondazioni nelle società bancarie conferitarie.

Va ricordato, peraltro, che l’iniziativa autonoma delle Fondazioni Bancarie in questo campo aveva già prodotto, ancor prima che la legge fosse approvata, effetti di non poco conto e che lo scenario nel quale interviene la legge Ciampi risulta già profondamente mutato rispetto a quello in cui il provvedimento fu messo in cantiere, oltre due anni fa.

Nel corso degli ultimi anni, anche in seguito all’impulso dato dalle disposizioni della Direttiva Dini del 1994, molte Fondazioni hanno adottato strategie di diversificazione del proprio patrimonio, prevedendo la cessione di quote significative delle loro partecipazioni nelle rispettive banche conferitarie. Nel 1998, in particolare, i processi di dismissione hanno subito una forte accelerazione per effetto delle importanti operazioni di concentrazione bancaria realizzatesi nel corso dell’anno. Esse hanno coinvolto alcune delle principali Fondazioni C.R. del sistema determinando la perdita del controllo, da parte di queste ultime, delle originarie banche conferitarie. Si è così data origine a nuovi importanti gruppi bancari, aventi dimensioni e potenzialità di sviluppo coerenti con quelle oggi imposte dalla competizione internazionale.

Se si esaminano gli assetti partecipativi riguardanti l’insieme delle Fondazioni C.R. alla fine del 1998, si può osservare che l’incidenza sul patrimonio delle loro partecipazioni nelle originarie banche conferitarie è scesa al 47,6% (era 96,7% nel 1996 e 65,3% nel 1997).

Inoltre, considerando anche i rapporti di partecipazione nelle nuove società e gruppi bancari originati dai processi di concentrazione bancaria recentemente realizzatisi, risulta che una parte molto ampia del sistema già oggi non detiene più partecipazioni di controllo nelle società conferitarie. In particolare, si trovano in questa situazione ben 37 Fondazioni C.R. su 81: 6 di esse hanno dismesso la totalità delle partecipazioni in questione, mentre 31 hanno ridotto la percentuale di partecipazione al di sotto della quota di controllo; le une e le altre, nel loro insieme, rappresentano circa il 64% dell'aggregato patrimoniale del sistema.

L'analisi di questi dati mette in chiara evidenza i grandi cambiamenti che le Fondazioni C.R. hanno già realizzato in tema di diversificazione del proprio patrimonio.

Tra gli aspetti da considerare in merito agli assetti partecipativi delle Fondazioni Bancarie, infine, non si può non tener conto anche della profonda modifica, registratasi in questi ultimi anni, dei rapporti di convenienza tra le diverse forme di investimento finanziario.

Nell’attuale fase congiunturale, infatti, il mercato azionario ha visto recuperare la sua attrattività per gli investitori, soprattutto in seguito alla forte diminuzione di rendimento dei titoli a reddito fisso.

Pertanto, non è da escludere la possibilità che le Fondazioni Bancarie giudichino vantaggioso, almeno per ora, il mantenimento di partecipazioni strategiche nel settore bancario, attualmente caratterizzato da un interessante trend di redditività.

Dovranno essere soprattutto le analisi di convenienza economica, in definitiva, ad ispirare le decisioni di investimento finanziario delle Fondazioni Bancarie, orientando in modo differenziato ciascun Ente al fine di garantire i maggiori livelli di redditività del patrimonio possibili, ferma restando, naturalmente, la necessità di salvaguardarne l’integrità economica.

I risultati già conseguiti dalle Fondazioni Bancarie per quanto riguarda la diversificazione del proprio patrimonio non esauriscono gli ambiti in cui, ancor prima che la legge Ciampi fosse approvata, le stesse Fondazioni avevano realizzato importanti innovazioni.

Come già evidenziato nel Rapporto dello scorso anno, infatti, attraverso l'ampio processo di revisione statutaria realizzato in seguito all'emanazione della Direttiva Dini del 1994, le Fondazioni Bancarie hanno già introdotto importanti elementi di riforma organizzativa e gestionale. Questi riguardano, in particolare, l'individuazione più precisa delle finalità perseguite da ciascuna Fondazione in ogni settore, l'adozione di regolamenti interni per la disciplina delle modalità di intervento e una definizione migliore dei criteri per la composizione degli Organi amministrativi.

Su queste basi, pertanto, la nuova stagione di riforme statutarie che, secondo le disposizioni della legge Ciampi, vedrà impegnate le Fondazioni Bancarie nei prossimi mesi, si profila come la ripresa ed il completamento di un'opera di rinnovamento già più che avviata.

Sempre a questo proposito, ancora, si deve rilevare come, nel corso del 1998, sia proseguito intensamente il processo di ricambio degli Amministratori delle Fondazioni (ben il 38% degli Amministratori delle Fondazioni C.R. in carica a dicembre 1998 è stato nominato nel corso dello stesso anno), e come ciò abbia favorito un ulteriore adeguamento delle professionalità presenti all’interno degli Organi amministrativi, in linea con le nuove esigenze operative derivanti dall'evolversi dell'attività svolta dalle Fondazioni.

Per quanto riguarda il problema delle "incompatibilità" tra le cariche assunte nella Fondazione e nella banca conferitaria, si deve sottolineare che, alla fine del 1998, si registravano solo limitati casi di doppio incarico: su un totale di 887 Amministratori, solo 24 di essi (11 Presidenti e 13 Consiglieri) erano titolari di un doppio incarico, e tutti i casi rilevati rientravano nel regime di deroga contemplato dalla normativa al momento vigente (ora modificata dalla legge Ciampi, che ha sancito l'inderogabilità del divieto in questione).

Risultati positivi sono da rilevare anche sotto il profilo della gestione economico-patrimoniale e relativamente all’attività istituzionale nei settori di intervento.

Le Fondazioni Bancarie, nel loro complesso, dispongono oggi di un patrimonio di circa 54.166 miliardi di lire (28 miliardi di euro), di cui circa 38.777 miliardi di lire (20 miliardi di euro) riferibili alle 82 Fondazioni C.R. e circa 15.389 miliardi di lire (8 miliardi di euro) riferibili alle 6 Fondazioni I.C.D.P.

Nell’esercizio 1996/1997, a cui si riferiscono i bilanci analizzati in questo Quarto Rapporto dell’ACRI, il patrimonio delle Fondazioni C.R. ha fatto registrare una redditività complessiva del 2,6%.

Essa è migliorata rispetto all’esercizio precedente (nel 1995/96 era pari al 2,2%), per effetto della maggiore redditività delle partecipazioni nelle conferitarie, passata da 1,6% a 2,1%, e nonostante la diminuzione dei rendimenti delle attività finanziarie (da 7% a 6,6%), conseguente al calo generalizzato dei tassi di interesse di mercato.

Si sono pertanto realizzate le previsioni di miglioramento fatte in occasione del Rapporto dello scorso anno, quando si erano registrati chiari segnali di ripresa della redditività delle banche, e si era ipotizzata una prospettiva futura favorevole, in relazione alle attese di ulteriori positivi effetti derivanti dalle ristrutturazioni e concentrazioni bancarie in atto (anche nel 1997 il R.O.E. delle Casse di Risparmio italiane ha visto continuare, infatti, la sua progressione di crescita costante: 2,9% nel 1994, 4% nel 1996 e 5,1% nel 1997).

Confrontando il valore assoluto dei proventi conseguiti dalle Fondazioni C.R. negli ultimi due esercizi esaminati, si registra quindi un aumento molto consistente: essi passano da 719 miliardi di lire (371 milioni di euro) nel 1995/96, a 856 miliardi di lire (442 milioni di euro) nel 1996/97, con un incremento del 19%.

Il miglioramento della redditività si è naturalmente riflesso sull'attività di erogazione delle Fondazioni: nell'esercizio 1996/97, con riferimento alle Fondazioni C.R., essa ha raggiunto l'ammontare di oltre 622 miliardi di lire (321,2 milioni di euro), ben il 45,3% in più rispetto all'anno precedente.

Ma i dati forse più interessanti da osservare sono quelli che derivano dall'analisi della gestione complessivamente realizzata dalle Fondazioni C.R. nel primo quinquennio di attività, cioè negli esercizi che vanno dal 1992/93 al 1996/97.

Il Quarto Rapporto propone, a tale scopo, un riepilogo dei principali aggregati di bilancio dei cinque esercizi presi in considerazione, rendendo possibile la ricostruzione di un quadro completo, pur se sintetico, dell'operato delle Fondazioni C.R. in questo loro primo periodo di attività. E' questa l'occasione, tra l'altro, per sgombrare il campo da alcune inesattezze ed interpretazioni improprie che nel corso di questi anni sono state diffuse, frutto di elaborazioni talora non corrette e comunque sempre fondate sull'osservazione di una parte ristretta dell'universo di riferimento.

In questi primi cinque anni le Fondazioni C.R. hanno percepito redditi per complessivi 3.380 miliardi di lire (1.746 milioni di euro), derivanti in gran parte dalle loro partecipazioni azionarie nelle banche conferitarie.

Tali ingenti risorse sono state impiegate in modo lineare e trasparente.

In primo luogo, naturalmente, sono stati assolti gli impegni di legge: 1.168 miliardi sono stati destinati agli accantonamenti obbligatori a riserva per la sottoscrizione di aumenti di capitale della Banca conferitaria (previsti dall'art. 12 del D.Lgs. 356/90), e 84 miliardi sono stati utilizzati per il pagamento di imposte e tasse.

Un'altra parte dei redditi percepiti, pari a 307 miliardi, è stata assorbita dai costi di funzionamento, sostenuti per il mantenimento in esercizio della struttura operativa. L'incidenza percentuale di tali spese sul totale dei proventi, pari a 9,1%, indica che esse sono state contenute entro limiti assolutamente fisiologici.

Inoltre, sono stati effettuati ulteriori accantonamenti, per complessivi 250 miliardi, in adempimento di specifiche norme previste dagli statuti delle singole Fondazioni. Tra questi accantonamenti, in particolare, rientrano quelli finalizzati al mantenimento dell'integrità economica del patrimonio; essi, è bene ricordare, oltre a rispondere a un fondamentale principio di sana e prudente gestione sono sostanzialmente dettati dalla normativa vigente, là dove essa indica, tra i criteri da adottare nell'amministrazione del patrimonio, il principio della conservazione del suo valore economico.

Riepilogando, quindi, al netto degli oneri ed accantonamenti sopra richiamati, le risorse complessive a disposizione delle Fondazioni C.R. per lo svolgimento dell'attività istituzionale sono state, nel quinquennio in esame, pari a 1.570,5 miliardi di lire (oltre 811 milioni di euro).

Di tale disponibilità complessiva, le Fondazioni C.R. hanno destinato all'attività erogativa ben 1.551,2 miliardi di lire (801 milioni di euro), cioè il 98,8% del totale.

In particolare 1.318,3 miliardi (681 milioni di euro, pari a 83,9% delle disponibilità) sono stati spesi per interventi realizzati nei vari settori istituzionali, 120,3 miliardi (62 milioni di euro, pari a 7,7% delle disponibilità) sono stati devoluti al Volontariato (secondo quanto previsto dalla legge quadro in materia) e 112,6 miliardi (58,2 milioni di euro, pari a 7,2% del totale disponibile) sono stati impegnati dalle Fondazioni C.R. per iniziative di futura realizzazione nei settori istituzionali.

Con riferimento ai contenuti specifici dell'attività erogativa del più recente periodo di rilevazione (l'anno solare 1997), si possono richiamare i seguenti dati di sintesi.

Le Fondazioni C.R. hanno svolto la loro attività istituzionale attraverso 14.273 interventi, mostrando una crescente attenzione verso quelli di più importante rilievo economico: ben il 30,2% del totale erogato è infatti costituito da iniziative di importo unitario superiore a 500 milioni, mentre le erogazioni di importo modesto (inferiore a 10 milioni) hanno proseguito nel loro trend di progressivo abbattimento, passando dal 13% del totale erogato, registrato l’anno precedente, al 10,5% nel 1997.

Le erogazioni annuali continuano ad essere largamente prevalenti (incidono per l'82,7% dell'importo totale), ma le erogazioni pluriennali consolidano la loro incidenza sul totale erogato (17,3%), confermandosi come componente strutturale dei programmi di intervento di molte Fondazioni.

In merito all'origine delle iniziative di erogazione si rileva che, pur prevalendo tuttora la progettualità di terzi, i progetti in proprio occupano uno spazio non indifferente considerando sia il numero degli interventi (15,2% del totale) sia, ancora di più, gli importi erogati (24,5%).

Continuano ad aumentare anche nel 1997, conformemente a quanto accaduto negli anni precedenti, le iniziative che prevedono il coinvolgimento di altri soggetti nel finanziamento dei progetti (erogazioni in pool): questo tipo di iniziative riguarda il 12,3% degli importi erogati ed interessa soprattutto le erogazioni a carattere pluriennale (per queste, l’incidenza delle erogazioni in pool sale al 18,5%).

I cosiddetti settori istituzionali di intervento hanno assorbito, anche nel 1997, la quota largamente prevalente degli importi complessivamente distribuiti (89,6% dell'importo totale erogato). Come in passato, quello che occupa il primo posto per importanza è il settore dell'Arte e cultura (con 112,4 miliardi di lire spesi, pari a 58,1 milioni di euro e al 33,8% del totale) a conferma della vocazione che il mondo delle Casse di Risparmio ha sempre espresso verso la tutela e lo sviluppo del patrimonio artistico e culturale.

Non sono mancati, tuttavia, significativi interventi anche negli altri settori istituzionali: all’Istruzione sono andati 45,6 miliardi di lire (23,5 milioni di euro, pari a 13,7% del totale erogato), all’Assistenza sociale 42,3 miliardi di lire (21,8 milioni di euro, pari a 12,7%), al Volontariato 40,5 miliardi di lire (20,9 milioni di euro, pari a 12,2%, quasi totalmente rappresentati dagli accantonamenti ai Fondi speciali regionali previsti dalla legge 266/91), alla Sanità 36,6 miliardi di lire (18,9 milioni di euro, pari a 11%) e, infine, alla Ricerca scientifica 19 miliardi di lire (9,8 milioni di euro, pari a 5,7%).

Al di fuori dei settori istituzionali, interventi di rilievo sono stati destinati alla promozione e sviluppo delle comunità locali (16,6 miliardi di lire, pari a 8,6 milioni di euro e al 5% del totale erogato) e ad attività di carattere sportivo e ricreativo (6,6 miliardi, pari a 3,4 milioni di euro e a 2,3% del totale erogato).

Le erogazioni per finalizzazioni specifiche risultano prevalenti rispetto ai contributi di gestione (rispettivamente, 74,1% e 25,9% degli importi erogati); nella scelta delle tipologie di intervento, si sono privilegiate soprattutto le iniziative volte a creare nel territorio strutture permanenti e ad acquisire beni durevoli a beneficio della collettività.

Con riferimento all'area territoriale interessata dall'attività erogativa delle singole Fondazioni, permane l’assoluta predominanza dei progetti realizzati nell’ambito della regione di appartenenza dell'Ente conferente (96% circa degli importi erogati). All'interno, poi, della zona così circoscritta la preferenza si concentra nella provincia nella quale si trova la sede della Fondazione (77,6% degli importi erogati).

In merito alla distribuzione delle risorse tra le ripartizioni geografiche del Paese si registra ancora la prevalenza netta della quota destinata al Nord (79%) rispetto a quelle indirizzate al Centro (17,6%) ed al Mezzogiorno (3,4%).

Il Quarto Rapporto sulle Fondazioni Bancarie è articolato in quattro capitoli.

Il capitolo 1 è dedicato alla descrizione degli sviluppi più recenti del quadro istituzionale di riferimento. L’attenzione maggiore, in tal senso, è rivolta alla legge Ciampi, a cui si è già accennato in questa premessa.

Il capitolo 2 si occupa degli assetti interni delle Fondazioni C.R. fornendo un aggiornamento dei dati riguardanti la composizione degli Organi collegiali, sia in termini numerici sia con riferimento al collegamento esistente tra i requisiti di professionalità dei diversi Amministratori ed i settori di intervento. Il capitolo propone un aggiornamento anche dei dati relativi al personale impiegato dalle Fondazioni C.R. per l’assolvimento delle diverse funzioni operative, con la consueta disamina delle sue caratteristiche principali.

Il capitolo 3 fornisce una descrizione della gestione delle Fondazioni Bancarie sotto il profilo economico-patrimoniale, facendo riferimento ai dati di bilancio relativi all’esercizio 1996/97.

Vengono aggiornati i dati relativi alla consistenza ed alla distribuzione dei patrimoni delle Fondazioni Bancarie esaminando, inoltre, la situazione delle partecipazioni delle Fondazioni C.R. nelle rispettive conferitarie. A tale ultimo riguardo vengono prese in considerazione anche le rilevanti variazioni verificatesi a partire dalla fine del 1997 e nel corso del 1998.

L'esame dell’andamento economico della gestione viene poi sviluppato con una dettagliata analisi della redditività delle Fondazioni, dei costi di funzionamento e, più in generale, dell'intero processo di formazione delle risorse disponibili per l'attività istituzionale. Il capitolo si chiude con l’analisi delle poste di bilancio attinenti l’attività erogativa.

Il capitolo 4 è dedicato all’esame più analitico dell’attività istituzionale delle Fondazioni C.R., e si fonda sui risultati dell’indagine quali-quantitativa annuale, svolta dall’ACRI, con riguardo all’attività erogativa delle Fondazioni C.R. realizzata nell’anno 1997.

Infine, nella parte conclusiva del Rapporto trova spazio una appendice speciale che, aggiungendosi a quella consueta contenente i provvedimenti amministrativi e normativi riguardanti le Fondazioni Bancarie, propone un esame congiunto dei primi cinque esercizi chiusi dalle Fondazioni C.R. Viene esaminato, in particolare, il periodo che va dal 1993 al 1997, con l’esposizione dei dati più salienti riguardanti la gestione economico-patrimoniale e lo svolgimento dell’attività istituzionale delle Fondazioni C.R.

In conclusione di questa presentazione del volume desideriamo rivolgere i nostri più sentiti ringraziamenti a tutti coloro che, con il loro contributo, ne hanno reso possibile la realizzazione.

E' doveroso esprimere la nostra riconoscenza, innanzitutto, alle Fondazioni che hanno fornito, con non trascurabile impegno delle proprie strutture e risorse, la grande mole di informazioni su cui si è incentrato il nostro lavoro manifestando, così, grande disponibilità e spirito di collaborazione.

Rivolgiamo il più vivo ringraziamento, inoltre, al Prof. Aldo Predetti, Professore ordinario di Statistica economica nell'Università degli studi di Milano, facoltà di Scienze politiche, il quale ha offerto il contributo scientifico indispensabile per l’elaborazione e l'analisi dei dati riguardanti l'indagine quali-quantitativa sull'attività di erogazione delle Fondazioni C.R.

Un ultimo ringraziamento, infine, è rivolto a coloro che hanno letto le prime stesure del dattiloscritto e che, con le loro raccomandazioni critiche, hanno stimolato una varietà di approfondimenti, una più precisa messa a punto dei dati e un maggiore equilibrio tra le diverse parti del volume.

 

Aggiornamento al 4 febbraio 2012 

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