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Storia
Le Fondazioni di origine bancaria ("Fondazioni")
sono realtà non profit, private e autonome, nate all'inizio degli anni Novanta
quali eredi dell'attività di carattere sociale che originariamente svolgevano le Casse di risparmio e le Banche del monte insieme all'esercizio del credito. Alle Fondazioni (allora dette enti conferenti) oltre all'attività filantropica fu inizialmente attribuita la titolarità del capitale delle banche (dette conferitarie, perché ad esse era stata conferita l'attività bancaria): titolarità che le Fondazioni hanno per la maggior parte dimesso nel tempo, in conformità alle indicazioni normative.
Le originarie Casse di risparmio e le Banche del monte di credito su pegno, da cui le Fondazioni negli anni Novanta sono state "enucleate", erano sorte agli inizi dell'Ottocento (ma molte di loro anche prima: per es. il Monte dei Paschi di Siena risale al Quattrocento) come istituti nei quali convivevano due anime: quella rivolta all'esercizio del credito e quella volta ad effettuare interventi di utilità sociale nei confronti delle loro comunità di riferimento. Negli anni Novanta - sotto la spinta esercitata dalla I e dalla II Direttiva europea in materia creditizia, riguardanti la libertà di stabilimento e la despecializzazione bancaria - esse furono oggetto di una profonda e radicale trasformazione, ad opera della legge di delega n. 218 del 30 luglio 1990 (c.d. legge "Amato") e relativi decreti applicativi.
Questa riforma portò alla separazione dell'attività creditizia da quella filantropica: la prima fu scorporata e attribuita alle Casse di risparmio e alle Banche del monte Spa (ossia società commerciali private disciplinate dal Codice civile e dalle norme in materia bancaria, analogamente alle altre banche operanti nel settore del credito), mentre le attività finalizzate allo sviluppo sociale, culturale, civile ed economico rimasero proprie delle Fondazioni. L'identità di queste ultime fu meglio chiarita nel 1998, con la legge delega n. 461 (c.d. legge "Ciampi") e successivo decreto applicativo n. 153/99, e riconfermata nel 2003 dalla Corte Costituzionale che, con la sentenza n. 300, ha posto le Fondazioni "fra i soggetti dell'organizzazione delle libertà sociali".
Le Fondazioni di origine bancaria sono 881
e perseguono esclusivamente scopi di utilità sociale e di promozione dello sviluppo economico. Esse dispongono di cospicui patrimoni, che investono in attività diversificate, prudenti e fruttifere. Dagli utili derivanti dalla buona gestione di questi investimenti esse traggono le risorse per sostenere la propria attività istituzionale, ovvero il supporto a vari settori d'interesse collettivo (dall'arte alla cultura, alla ricerca, alla formazione, dal sostegno alle categorie sociali deboli allo sviluppo delle comunità locali, etc...) tramite progetti realizzati sia direttamente sia da soggetti terzi, privati e pubblici, purché non profit.
Le Fondazioni intervengono nella vita sociale ed economica del Paese sia in quanto soggetti filantropici, sia nella loro veste di importanti investitori istituzionali. La loro esistenza ha prodotto numerosi vantaggi per l'Italia:
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ha favorito la ristrutturazione del sistema bancario, in particolare attraverso importanti processi di integrazione;
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ha generato risorse per realizzare in modo autonomo e sussidiario progetti con finalità sociali e di promozione dello sviluppo economico su proposta delle Fondazioni stesse, del Terzo settore e degli Enti locali, contribuendo così a ridurre il divario che caratterizza l'Italia rispetto al mondo anglosassone in relazione alla presenza di iniziative e istituzioni private nei settori, ad esempio, della ricerca scientifica, della tutela del paesaggio, dei beni artistici e della solidarietà sociale;
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ha creato occasioni di partenariato con soggetti pubblici locali e nazionali (per esempio, con Cassa Depositi e Prestiti Spa).
Tutto questo grazie a caratteristiche identitarie riassumibili in: capacità di gestire la loro autonomia, senso di responsabilità, attitudine alla sussidiarietà, che le accomuna tutte, anche se non possono essere considerate un "unicum". Ciascuna Fondazione, infatti, è un soggetto totalmente autonomo: ha un proprio statuto, che prevede in modo diverso la composizione degli organi sociali; ha scopi statutari diversificati, anche per rispettare la cultura non uniforme derivante dalla diversità della localizzazione e dell'origine. In base alla storia delle rispettive Casse, infatti, alcune Fondazioni hanno origine istituzionale (le Casse originarie erano nate con il contributo di enti e di organizzazioni della società civile), altre origine associativa (le Casse originarie erano sorte come società anonima e con conferimenti patrimoniali di privati cittadini). Oggi la differenza fra le due consiste esclusivamente nel fatto che le associative conservano tuttora l'Assemblea dei Soci quale assise degli originari fondatori. Per entrambe gli organi di governo sono: l'Organo di Indirizzo, quello di Amministrazione e quello di Controllo.
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Inizialmente le Fondazioni erano 89, di cui 82 originate da Casse di Risparmio, 6 da Istituti di Credito di Diritto Pubblico e 1 da un Monte di Credito su pegno di seconda categoria, sono diventate 88 nel corso del 2004, in seguito ad un processo di aggregazione che ha interessato due di esse.
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