La Fondazione Cassamarca disegna i profili urbani

18 gennaio 2017

territori

Per Fondazione Cassamarca l’attenzione al territorio e alla comunità passa spesso per le linee dell’architettura: segni che accompagnano il definirsi del profilo urbano fino a sfumare nei contorni dell’ambiente circostante. Una vasta panoramica degli interventi operati in questo campo, a partire dal 1992, la si può apprezzare nella sezione museale intitolata “Fondazione Cassamarca, architettura e territorio”, allestita negli spazi adiacenti Casa dei Carraresi a Treviso, e inaugurata in occasione della Quarta Giornata Europea delle Fondazioni. 

Sono circa 350 gli interventi documentati, tra architettura, restauro e ambiente, disseminati in tutto il territorio provinciale, ma anche in varie parti d’Italia e all’estero, come gli aiuti alla ricostruzione di Assisi dopo il sisma o gli interventi per realizzare ambulatori o scuole in Africa e Sud America. A disposizione dei visitatori ci sono filmati, plastici, pannelli informativi, alternati alle schede che sintetizzano l’ammontare erogativo della Fondazione al settore (complessivamente oltre 430 milioni di euro) o che dettagliano l’elenco per località dei restauri, degli interventi architettonici e ambientali realizzati. Non mancano le testimonianze di importanti progetti, che non hanno poi – per ragioni diverse – trovato concretizzazione, come il recupero dell’ex Chiesa di San Teonisto a Treviso, che il Comune ha deciso poi di alienare a privati, e che qui è presente con gli schizzi e il modellino realizzati da Mario Botta. Lo spazio museale accoglie anche gli studi e le indagini sul territorio promosse e realizzate dalla Fondazione: da quelli sugli immobili storici a quelli sulle acque termali o sulla geomorfologia del territorio. 

Attraversando gli spazi si passa dal progetto per il quartiere universitario di Treviso, firmato da Paolo Portoghesi, con i plastici e le tavole che spiegano la conversione di un ex ospedale e dell’ex Distretto Militare a sede dei corsi rispettivamente dell’Università di Padova e dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, al recupero dell’ex Convento San Francesco di Conegliano: un bene che la Fondazione Cassamarca ha ricevuto in concessione trentennale e ha trasformato in sede di master campus e attività culturali. C’è poi quanto fatto per i teatri. Dal 1992 a oggi sono molti quelli che la Fondazione ha restaurato, ripristinato e migliorato. Fra tutti una testimonianza particolare è dedicata al magnifico Teatro Comunale di Treviso, al Teatro Eden di Treviso, uno dei rari gioielli di teatro Liberty ancora esistenti, al Teatro da Ponte di Vittorio Veneto, al Teatro delle Voci. È questa una costruzione dismessa che è trasformata in moderna sala di registrazione, frequentata da artisti illustri come il trio de “Il Volo”, la Deutsche Grammophon e altri virtuosi. Né manca una sezione dedicata all’Oasi Cervara, area naturalistica di eccezionale bellezza di cui Fondazione Cassamarca ha sostenuto l’intervento di ripristino ambientale e di valorizzazione, o alla Tenuta di Ca’ Tron, vasto latifondo di oltre 1.100 ettari sul quale sono stati riconvertiti vecchi spazi ed edifici per realizzare un campus. Anche qui la firma del progetto è di Paolo Portoghesi. 

C’è poi una parete dedicata ai “cartelli di cantiere”, dominati spesso da illustrazioni storiche che testimoniano il passato del bene storico in restauro o la meraviglia dell’ambiente, come nel caso dei restauri delle malghe della Pedemontana. 

Infine, un’attenzione particolare è dedicata al Progetto Appiani, vincitore del Premio di Urbanistica 2015. Di quest’ultimo sono esposti non solo i plastici realizzati nelle varie fasi progettuali, ma anche tutti i materiali presentati alla Triennale di Milano. L’intero progetto è anche spiegato in un video dallo stesso architetto Mario Botta, che lo ha firmato. 

L’Area Appiani (80mila mq) è una delle più importanti iniziative immobiliari di valenza pubblica in ambito italiano. Ed è il luogo della Treviso del futuro, fortemente voluto dal presidente di Fondazione Cassamarca Dino De Poli, che dichiara: «La nostra iniziativa per Area Appiani ha dato vita e caratterizza una parte della città. Essa presenta importanti elementi di modernità che proiettano il progetto direttamente negli obiettivi comunitari di Europa 2020».

All’Area Appiani è stata realizzata una vera e propria “cittadella delle istituzioni” e il trasferimento nella zona di importanti servizi, uffici e residenze ha favorito la trasformazione dell’attuale periferia in un vero e proprio cuore moderno della città. I nuovi edifici ospitano istituzioni pubbliche e private, abitazioni e spazi commerciali e sorgono sui terreni dell’ex fornace Appiani. Agli inizi del Novecento Graziano Appiani fu protagonista di uno straordinario sviluppo industriale e urbanistico. Le sue piastrelle furono scelte per pavimentare gli Hollywood Studios. E per i suoi operai egli costruì delle gradevoli case e il Teatro Eden. Tempi che Gianluca Marino ricorda così: «Tutti, chi a piedi, chi in calesse, chi con il tram a cavallo – e poi elettrico – accorrevano festanti alla luminaria delle divagazioni serali del quartiere ribattezzato Eden: giuochi di bocce, pattinaggio, feste da ballo, cinematografo e proiezioni di fotografie a colori, concerti con strumenti misteriosi, stand di tiro al piccione, parco pei giuochi pirici, serate mondane aperte a tutti con il concorso di ministri o notabili delle capitali del Regno». Poi nel dopoguerra la fabbrica fu inglobata dall’espansione urbana e cominciarono i problemi con i residenti, che costrinsero l’impresa a trasferirsi altrove. 

Il celebre architetto svizzero Mario Botta, ispirandosi ai borghi medievali italiani, ha costruito qui una cittadella caratterizzata dall’uso raffinato dei mattoni, una città dalle cui torri lo sguardo può spaziare verso la campagna circostante e le Alpi. La grande piazza centrale, che si estende per circa 3.800 metri quadrati, è un luogo d’incontro ideale, con bar, ritrovi, negozi e caffetterie. A sud della piazza sorge una piccola cappella, mentre tra i due edifici centrali è situato un auditorium da 500 posti che ospita convegni ed eventi culturali. I parcheggi sotterranei forniscono un indispensabile servizio all’utenza e anche ai residenti, perché consentono di raggiungere comodamente e in assoluta sicurezza la propria abitazione. Oggi all’Appiani trovano sede: Polizia di Stato, Questura di Treviso, Guardia di Finanza, Agenzia delle Entrate, Unindustria Treviso, Comune di Treviso (uffici tecnici e tributi), Confartigianato Marca Trevigiana, Associazione Costruttori, Ascopiave, Unicredit, Equitalia. Vi sono inoltre 4 studi legali, 2 studi medici, 2 uffici finanziari, 2 agenzie immobiliari, 2 uffici pubblicitari, 2 unità commerciali, 4 bar, 1 ristorante, 125 abitazioni private. 

Oltre a questi si segnalano, all’interno dell’area, anche: piazza ed aree verdi per 15.000 mq, un roseto di 1.260 mq, 186 alberi ad alto fusto, 38.000 mq di superficie a parcheggi, 2.000 posti auto, 16.300 mq di viabilità a servizio e 1.600 mt di piste ciclabili. Il tutto per complessivi 80mila mq. di superficie e un volume costruito di  236.000 mc tra edifici pubblici (48.000 mq) e privati (23.000 mq). 

L’ultimo inquilino, da gennaio 2017, è T2i - Trasferimento Tecnologico e Innovazione, società consortile per l’innovazione, partecipata dalle Camere di Commercio di Treviso-Belluno, Verona e Venezia Rovigo Delta Lagunare. La società porterà qui il suo quartier generale, i servizi di formazione, di innovazione, di ricerca applicata e per la tutela della proprietà intellettuale. Tutti servizi orientati al sostegno delle imprese nei percorsi di innovazione: dallo sviluppo delle competenze alla valorizzazione e certificazione dei prodotti, dallo sviluppo dei prodotti stessi all’innovazione dei processi e l’utilizzo delle tecnologie digitali avanzate, in linea con la nuova strategia nazionale “Industria 4.0”. 

 



"Fondazioni" gennaio-febbraio 2017 

 

tag: Fondazione Cassamarca Area Appiani Treviso