Ocse: buoni servizi educativi incidono sullo sviluppo di un paese

18 maggio 2017

istruzione

L’ultimo Rapporto Ocse-Pisa (Programme for International Student Assessment) sulle competenze dei ragazzi nei paesi più industrializzati non si limita a fornire statistiche sul rendimento scolastico degli studenti, ma indaga anche sulle cause e sui fattori di rischio, sottolineando l’impatto che gli scarsi rendimenti a scuola possono avere sulla crescita economica di ogni paese. Gli studenti che vanno male a scuola a 15 anni hanno maggiori probabilità di abbandonare gli studi; e quando un’ampia fetta della popolazione non possiede le competenze di base è la crescita economica di lungo termine del paese a essere compromessa. Al cattivo andamento scolastico contribuiscono diversi fattori: dalle condizioni socio-economiche allo status di immigrato, dalle bocciature al non aver frequentato la scuola materna, dal provenire da una famiglia monoparentale alla diversa lingua parlata a casa rispetto a quella utilizzata a scuola. Il Rapporto dell’Ocse ribadisce ancora una volta l’importanza di investire sulla qualità e l’accessibilità dell’educazione per favorire lo sviluppo di un paese. Quanto ai dati, risulta che il rendimento scolastico dei ragazzi italiani è sostanzialmente in linea con quello medio dei Paesi Ocse.
 
In questo scenario si inquadra l’intervento delle Fondazioni di origine bancaria nel settore “Educazione, istruzione e formazione”, dove esse danno particolare attenzione sia alla cura delle metodologie di apprendimento sia ai risvolti in termini di integrazione sociale delle iniziative sostenute. Le Fondazioni intervengono, soprattutto, nelle diverse aree di svantaggio, senza dimenticare come oggi le città siano cresciute e cambiate, sviluppandosi e modulandosi sull’accoglienza di nuovi cittadini, compresi, dunque, tanti bambini provenienti da altri paesi e da altre culture. L’impegno delle Fondazioni nel settore assume sempre più rilievo, non perché le risorse impiegate possano in alcun modo sostituire quelle pubbliche, indispensabili per il funzionamento del sistema educativo nazionale, quanto invece per la possibilità di promuovere e di rafforzare, con interventi mirati e una massa critica di risorse comunque significativa, esperienze di eccellenza e di innovazione che facciano da volano a una riconfigurazione del panorama dell’istruzione e della formazione nel Paese. L’obiettivo è di renderlo più aderente alle nuove esigenze della società, delle istituzioni e dei settori produttivi, senza dimenticare mai la crescita integrale della persona. Le Fondazioni supportano, infatti, iniziative sussidiarie e integrative dei sistemi scolastici della comunità, al fine di sviluppare opzioni educative più estese e differenziate, arricchendo la sfera delle opportunità formative, sia dei bambini e dei ragazzi che degli adulti, e dando una significativa valenza ai temi dell’etica e della solidarietà.
 
Per le Fondazioni sono prioritari i progetti che puntano a incentivare la frequenza e l’inclusione, compensando e prevenendo il disagio sociale. Da qui anche il già ricordato Fondo per il Contrasto della Povertà Educativa Minorile, che le vede impegnate a livello di sistema. Esso si innesta nel solco di una consolidata tradizione delle Fondazioni a sostegno di iniziative per bambini e ragazzi in situazioni di vulnerabilità e, in generale, per la loro formazione, che si concentrano in gran parte sul versante sociale dell’istruzione. Innanzitutto, per contrastare la piaga dell’abbandono scolastico, che ogni anno vede oltre 50mila studenti di scuole secondarie di primo e secondo grado smettere di frequentare le lezioni, per lasciarsi andare a una quotidianità di noia, di lavoretti o di microcriminalità (Miur, Rapporti di autovalutazione delle scuole). In termini di abbandono scolastico, purtroppo, l’Italia registra un triste primato in Europa, con un tasso del 15% contro l’11% della media Ue. In secondo luogo, per favorire l’integrazione degli alunni stranieri. Sono quasi 815mila quelli con cittadinanza non italiana presenti nelle classi, dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di secondo grado: ormai il 9,2% della popolazione scolastica, come presenza strutturale e pressoché stabile (Miur, Focus sull’integrazione degli alunni stranieri nella scuola italiana).
 
Negli articoli linkati a seguire proponiamo un’ampia panoramica, certo non esaustiva, delle tipologie di interventi realizzati dalle Fondazioni in favore dei minori da 0 a 18 anni.
 
Pari opportunità e inclusione, l’obiettivo di molti progetti
Attività didattica dentro e fuori classe
Palestre e biblioteche per una mens sana in corpore sano
Rifare i muri delle aule per sostenere la crescita


"Fondazioni" maggio-giugno 2017

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