Recuperi e valorizzazioni culturali da Piazza Castello a Venaria Reale

18 maggio 2017

territori

Come per Fondazione Crt, anche per Compagnia di San Paolo si può qui fare solo un breve e parziale cenno agli innumerevoli interventi sostenuti per il recupero, la valorizzazione e la gestione di beni storico-artistici della città di Torino e dei suoi dintorni, senza dimenticare che Compagnia è straordinariamente attiva anche a Genova, con iniziative a essa dedicate. Se si dovesse fare una graduatoria per impegno finanziario degli interventi che ha realizzato nel settore, non si può non cominciare da La Venaria Reale, reggia sabauda a una decina di chilometri a Nord Est dal centro di Torino, aperta al pubblico il 12 ottobre 2007, dopo otto anni di restauro seguiti a due secoli di abbandono e degrado. Con i suoi giardini disegna intorno a sé uno spazio di 950mila metri quadrati di architetture e parchi indivisi, in cui si iscrivono i grandi complessi espositivi delle Scuderie Juvarriane e delle Sale delle Arti, il Centro Conservazione e Restauro ospitato negli 8mila metri quadrati delle ex Scuderie Alfieriane, il Centro Storico cittadino, il Borgo Castello e la Cascina Rubbianetta (oggi sede del Centro Internazionale del Cavallo), il tutto incastonato in un orizzonte di boschi che si perde nel verde del vicino Parco La Mandria. Sul recupero dell’intera area e dell’edificio monumentale (80mila metri quadrati di superficie), che vanta alcune delle più alte espressioni del barocco universale come l’incantevole Salone di Diana progettato da Amedeo di Castellamonte, la Galleria Grande e la Cappella di Sant’Uberto, insieme alla Fontana del Cervo nella Corte d’onore e al Teatro di Storia e Magnificenza, Compagnia ha investito circa 36 milioni di euro, anche tramite la Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura, su un totale di risorse impiegate dai sostenitori del progetto pari a 200 milioni di euro. Quello de La Venaria Reale, promosso dall’Unione Europea e curato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dalla Regione Piemonte, è stato considerato il più grande cantiere d’Europa nel campo dei beni storicoartistici e oggi è un grande polo culturale, che si propone come centro di produzione e luogo di svago in grado di offrire al grande pubblico italiano e internazionale i piaceri di arte, storia e architettura in un contesto paesaggistico straordinario. Dalla sua apertura, La Venaria Reale si è attestata tra i primi siti culturali più visitati in Italia, con circa 7 milioni e mezzo di ingressi in dieci anni. 42 sono le mostre organizzate tra il 2007 e il 2016; 3.500 gli eventi fra concerti, spettacoli e iniziative culturali; più di 31.500 gli itinerari didattici svolti da scuole di ogni ordine e grado. Il complesso è gestito dal Consorzio di Valorizzazione Culturale La Venaria Reale, costituito dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, dalla Regione Piemonte, dalla Città di Venaria Reale, dalla Compagnia di San Paolo, dalla Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura, secondo un moderno profilo di modello amministrativo che vede operare in partnership soggetti pubblici e privati. Solo per la Città di Venaria Reale (35mila abitanti) l’apertura della Reggia ha generato un incremento di circa il 12% dell’occupazione (fonte: Ufficio lavoro del Comune di Venaria) con la nascita di nuove imprese e la riconversione di attività commerciali votate al turismo.
 

 
La tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale diffuso sul territorio sono obiettivi che la Compagnia di San Paolo persegue concentrando la spesa su progetti integrati sviluppati attorno a insiemi di beni culturali presenti su un determinato territorio. Così ha contribuito in maniera significativa al recupero e alla valorizzazione della cosiddetta “Zona di Comando” nel centro di Torino, un polo in grado di integrare musei, collezioni e residenze di origine sabauda in un sistema unitario, in cui sono inclusi Palazzo Chiablese, Piazzetta Mollino, Museo Archeologico, Galleria Carlo Emanuele I e Palazzo Reale (foto a destra). Quest’ultimo, che rappresenta il fulcro del Polo, è stato oggetto di numerosi interventi sia di valorizzazione sia di restauro, afferenti - fra le altre cose - al piano nobile, al salone da ballo nonché recentemente alla Manica Nuova, in vista del completamento del trasferimento lì della Galleria Sabauda. Il sostegno di Compagnia per il suo restauro è stato di 25 milioni di euro. All’interno del Palazzo sono custoditi splendidi tesori: ricchi soffitti barocchi in legno intagliato e dorato, fastosi arredi, arazzi, dipinti allegorici, ritratti, antiche porcellane orientali e una preziosa collezione di orologi. Raccontano la storia plurisecolare di questo palazzo progettato a fine Cinquecento da Ascanio Vittozzi, architetto ducale alla corte di Carlo Emanuele I di Savoia, e nel primo Seicento collegato all’attuale Palazzo Madama grazie alla Grande Galleria, mentre Piazza Castello, teatro di feste e di grandi apparati di corte, andava assumendo un nuovo assetto grazie alla sistemazione delle cortine d’affaccio. Nel 1667 Guarino Guarini avviò la costruzione della Cappella della Sindone, in collegamento con la Manica Ovest del Palazzo: un luogo allora simbolico per Torino, che lo è tuttora. Nella notte tra l’11 e il 12 aprile 1997 un incendio, provocato da un corto circuito nel cantiere di restauro conservativo, l’ha danneggiata pesantemente ma, grazie a 20 anni di lavori di ricostruzione e ripristino, tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018 potrà essere di nuovo riaperta. L’intervento di restauro è costato complessivamente 30 milioni di euro, ai quali la Compagnia di San Paolo ha contribuito con 2,7 milioni.



"Fondazioni" maggio-giugno 2017

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