Fondazioni e Cdp molte le aree d’interesse comune

23 febbraio 2018

Attraverso le sinergie tra Fia (Fondo Investimenti per l’Abitare) e fondi locali partecipati dalle Fondazioni, quella dell’housing sociale (vedi articolo a pagina 6) è probabilmente la principale area di collaborazione tra le Fondazioni di origine bancaria e Cdp; ma non è certo l’unica. Molti sono gli obiettivi condivisi a favore dei territori, sia tramite la compartecipazione diretta nelle stesse società strategiche – è il caso di F2i, la Sgr che ha emesso il maggiore Fondo Italiano per le Infrastrutture, e di Cdp Reti, che gestisce investimenti partecipativi finalizzati allo sviluppo delle infrastrutture nei settori del gas e dell’energia elettrica - sia per complementarità di ruolo in alcuni ambiti di “comune sentire”. Parliamo di edilizia scolastica, di riqualificazione delle periferie urbane, di sostegno alle aree colpite da eventi calamitosi; ma anche di “smart working” e di “student housing”.

Nel corso degli ultimi anni Cdp è intervenuta in misura rilevante nel finanziamento dell’edilizia scolastica, concedendo prestiti agli Enti locali, per la gran maggioranza Comuni. Nel periodo 2010-2017 sono stati perfezionati oltre 3.500 contratti per complessivi 1,2 miliardi di euro. Inoltre, in occasione della Giornata Nazionale per la Sicurezza nelle Scuole, Cdp ha firmato un Protocollo d’intesa con il Miur e la Bei in base al quale la Banca Europea per gli Investimenti potrà stanziare fino a 1,3 miliardi di euro per finanziare gli interventi di adeguamento e messa in sicurezza delle scuole italiane che Cdp utilizzerà per la concessione di finanziamenti al riguardo da destinare agli Enti locali. I prestiti fin qui concessi con oneri di rimborso a carico dello Stato sono stati destinati a interventi straordinari di ristrutturazione, miglioramento, messa in sicurezza, adeguamento antisismico, efficientamento energetico, nonché alla costruzione di nuovi edifici scolastici pubblici e alla realizzazione/ristrutturazione di palestre nelle scuole, senza dimenticare lo specifico piano per i territori colpiti da calamità. Per questi, dal 2013, Cdp ha impegnato oltre 20 miliardi di euro, mettendo a disposizione di cittadini e imprenditori una serie di strumenti a plafond. In particolare: il Plafond Eventi Calamitosi, con uno stanziamento di circa 1,5 miliardi, per finanziamenti agevolati da destinare a interventi per la riparazione di danni occorsi al patrimonio privato, alle attività economiche e produttive; il Plafond Ricostruzione Sisma 2012, per un ammontare pari a circa 12 miliardi di euro; il Plafond Sisma Centro Italia, con un impegno di risorse di circa 4,5 miliardi, comprensivi del pagamento per i tributi sospesi. Ha, infine, intrapreso una serie di iniziative a favore degli Enti nei territori terremotati, tali da rendere più veloce la ricostruzione, come il differimento del pagamento delle rate di ammortamento dei prestiti Cdp senza oneri a carico per più di 250 Enti locali, per un totale di rate sospese e differite di quasi 320 milioni.

 



Anche nel campo della riconversione del patrimonio urbano il ruolo di Cdp non è secondario, in quanto ha il compito di anticipare le risorse ad assegnatari che lo Stato avrà scelto di finanziare. A fine 2015, infatti, il legislatore ha varato il “Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia”, finalizzato alla realizzazione di interventi urgenti per la rigenerazione delle aree urbane degradate. Nel corso del 2016 sono state selezionate le iniziative da inserire nel Programma, che comprendono progetti presentati da 120 Enti, per un investimento complessivo di 2,1 miliardi di euro. Sono stati selezionati i primi 24 progetti che beneficeranno dello stanziamento di 500 milioni di euro inizialmente previsto, mentre i restanti 96 saranno finanziati con risorse provenienti dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione. In questo contesto, al fine di consentire agli Enti assegnatari di far fronte di volta in volta, con mezzi propri, alla copertura delle esigenze per la realizzazione degli investimenti, Cdp ha messo a punto il prodotto “Prestito Riqualificazione Periferie Urbane”, con cui assicura agli Enti locali, in attesa dell’effettivo incasso dei finanziamenti, la copertura finanziaria degli interventi fino al 100% del loro valore e l’avvio e il completamento celere degli stessi, sopperendo alle eventuali carenze di disponibilità/liquidità. Il prestito viene rimborsato al momento dell’incasso del finanziamento statale, senza alcun onere aggiuntivo a carico degli Enti.

In continuità evolutiva con la pluriennale attività nell’housing sociale, Cdp sta promuovendo da circa un anno una nuova linea di attività ad elevato impatto ambientale e sociale – incentrata soprattutto sul fondo Fia2 – nei settori dello smart housing, smart working, education & innovation. L’idea è quella di realizzare nelle città metropolitane e nei capoluoghi di provincia infrastrutture residenziali in locazione rivolte a tutti gli utenti non interessati alla proprietà abitativa, non solo per ragioni di censo, ma anche per stili di vita, in primis la mobilità lavorativa. Gli interventi di smart housing comprendono tutta la gamma della residenza in affitto, dalle soluzioni più tradizionali di “social and affordable housing” (soluzioni abitative in cui la spesa per locazione non superi il 30-40% del reddito disponibile) alle residenze per studenti, dalle residenze per anziani autosufficienti (senior housing) all’ospitalità in ostelli e alle residenze protette e socio-sanitarie per anziani non autosufficienti. Le soluzioni locative si caratterizzano per essere fortemente innervate dai servizi alla persona e alla collettività a chilometro zero: servizi che si estendono dagli spazi educativi (asili, scuole dell’infanzia) e lavorativi (co-working) all’entertainment, dagli impianti sportivi ai poliambulatori medici, dalla ristorazione a filiera corta alle attività culturali.

"Fondazioni" gennaio-febbraio 2018

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