Povertà a Milano, ora c’è la mappa

23 febbraio 2018

welfare

Per il presidente di Acri e di Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti, sconfiggere la povertà minorile in Italia è da anni un “must” irrinunciabile e improrogabile per le Fondazioni di origine bancaria. Un dovere sentito e condiviso, che ha dato i primi frutti con la creazione, a livello di sistema, del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, di cui abbiamo molte volte parlato. Consapevole che in quella che è considerata la capitale economica del Paese ci sono migliaia di bambini le cui famiglie non si possono permettere di dar loro un’alimentazione adeguata, la Fondazione meneghina ha, però, voluto attivare, sul suo territorio, anche un intervento diretto. Così in occasione del suo venticinquesimo compleanno, il 16 dicembre 2017, Fondazione Cariplo ha annunciato un grande progetto che “sfida” la povertà di Milano: un progetto che in tre anni sarà dotato di 25 milioni di euro, di cui 12 messi a disposizione dalla stessa Fondazione. Molti attori privati, peraltro, hanno già raccolto la sfida: Fondazione Vismara, Intesa Sanpaolo e Fondazione Fiera Milano hanno messo rispettivamente 5 milioni, 3 milioni e 300 mila euro. Inoltre, Fondazione Cariplo intende coinvolgere nella raccolta fondi non solo le aziende, ma anche i milanesi stessi, grazie alla realizzazione, nel corso del 2018, di un portale online dedicato e di eventi utili a sensibilizzare i cittadini. Ma da dove e da chi cominciare nell’affrontare il problema povertà a Milano? In Fondazione Cariplo si son detti che, innanzitutto, bisognava mapparla. «Uno degli obiettivi – ha affermato Guzzetti – è definire la mappa della povertà, perché è necessario fotografare il problema e la sua incidenza nelle diverse zone della città, per poter essere davvero efficaci». Così, grazie alla collaborazione con il Comune di Milano, si è innanzitutto tracciato chi sono i beneficiari di interventi pubblici di contrasto alla povertà. La fotografia elaborata da Fondazione Cariplo consegna l’immagine di una città in cui nel 2016 le risorse per l’erogazione di contributi di sostegno al reddito hanno raggiunto i 20,8 milioni di euro per sostenere 19.181 nuclei famigliari, pari a un totale di 54.493 individui. Le famiglie con minori raggiunte sono 9.433, per un totale di 19.703 minori. Per la prima volta, insomma, grazie a un lavoro complesso che ha incrociato 21 database di altrettante misure pubbliche di trasferimento monetario, è stato possibile comprendere quante persone ricevono benefici e a quanto ammontano gli aiuti economici ricevuti. Il prossimo passo sarà quello di scattare una fotografia delle risposte alla povertà date dalle tante realtà del privato sociale operanti sul territorio. Caritas, Banco Alimentare e Fondazione Pellegrini, coerentemente con questo obiettivo, stanno già lavorando affinché le tante risposte che esse danno quotidianamente possano essere sistematizzate all’interno di una lettura condivisa del fenomeno. Il tutto con la finalità di stabilire se ci sono e quante sono le famiglie con minori in povertà assoluta che non ricevono trasferimenti di risorse pubbliche, trovandosi quindi ancor più a rischio.

Se analizziamo i dati reddituali delle famiglie che nel 2016 hanno ricevuto un aiuto – ci spiegano in Fondazione Cariplo – abbiamo un’immagine evidente della povertà in città: circa il 90% dei nuclei famigliari con minori raggiunti da almeno una misura è sotto la linea di povertà assoluta. Un aiuto potrà arrivare loro anche dal Reddito di Inclusione (Rei) attivo dal gennaio 2018; si è calcolato che se ne gioveranno 12.500 bambini dell’universo della povertà finora mappato a Milano. La sua introduzione va, dunque, sostenuta e accompagnata. Intanto, però, Fondazione Cariplo sta già implementando il programma “QuBì – La ricetta contro la povertà infantile”, finanziando l’apertura del primo Emporio Caritas nella città di Milano, la realizzazione di due hub del Banco Alimentare, che servono due zone della città, e un progetto pensato da Fondazione Pellegrini e Spazio Aperto Servizi che guarda al cibo, ma non solo, riaprendo ad alcuni nuclei famigliari in povertà la possibilità di inserirsi nel mercato del lavoro e avere un alloggio temporaneo.

"Fondazioni" gennaio-febbraio 2018

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