Bob Kennedy. Il sogno continua

12 settembre 2018

arte e cultura

Il suo era un sogno. Era il suo sogno, ma milioni di persone nel mondo ci speravano. Quel sogno fu spezzato cinquant’anni fa, la sera del 4 giugno 1968, da alcuni colpi di arma da fuoco che ferirono a morte il senatore Bob Kennedy a Los Angeles, nel corso della campagna delle primarie per la presidenza Usa. Quest’evento segnò in maniera indelebile la società americana e cambiò il destino di una generazione. Ma di quel sogno così tragicamente interrotto la Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo ha voluto riprendere il filo con il progetto “Bob Kennedy - Il sogno continua”, che nel corso del 2018 prevede un’importante mostra, presso lo spazio Innov@zione della Fondazione, aperta fino al 16 dicembre, e un incontro di Kerry Kennedy, figlia di RFK e Presidente della Fondazione Robert Francis Kennedy Human Rights, con migliaia di studenti delle scuole superiori della provincia di Cuneo, svoltosi con grande e caloroso successo il 9 maggio scorso al Pala UBI Banca.

«Nella mostra dal titolo “Bob Kennedy. The Dream - Emotional Interactive Experience” – afferma il presidente della Fondazione CRC Giandomenico Genta – tutti possono riscoprire l’attualità e la forza del messaggio politico, economico e umano di cui RFK si è fatto portatore fino ai nostri giorni». E il sogno [the Dream] che si concretizzava nelle parole e nelle azioni di Bob Kennedy rimane un testamento della sua fede nei giovani come la migliore speranza per un futuro migliore, della sua convinzione che l’insieme di piccole azioni individuali possa produrre i grandi cambiamenti. «Questa mostra è un grande ritratto, il toccante racconto di un uomo, l’affresco di una figura tra le più amate e importanti del XX secolo – spiega Alessandro Marrazzo, il regista, scenografo, show designer, sceneggiatore e autore televisivo che ha curato l’iniziativa –. Bob si oppose alla guerra in Vietnam e si schierò a favore della lotta per i diritti civili, con intensità di toni e grande passione, denunciò le ingiustizie e le diseguaglianze. Le sue parole scolpite nel tempo risuonano oggi come allora nelle coscienze di tutti. Parole come quelle del celebre e appassionato discorso del 1968 sul Pil – capace di calcolare il nostro benessere materiale, ma non di misurare ciò che di più caro abbiamo, la nostra felicità –, discorso che apre la mostra e ne introduce il concept, stabilendo un ponte tra il tempo in cui venne pronunciato, il nostro oggi e il futuro dei nostri figli. Attraverso diversi linguaggi tecnologici, che simboleggiano ognuno la propria epoca, viene così sancito un matrimonio di ideali senza età».

Ad accogliere gli spettatori c’è il volto sorridente e vitale di Bob; e grazie a speciali teche emozionali gli spettatori rivivranno i momenti più significativi della sua vita, dal rapporto con il fratello John fino a quel commovente addio che milioni di persone gli tributarono stringendosi in una catena umana lunga chilometri nel giorno del suo ultimo viaggio. Un quadro immediato, di forte impatto visivo, che racchiude in sé il senso di un percorso narrativo, multimediale, immersivo e interattivo, dove la tecnologia genera emozioni che si traducono in un racconto commovente e immediato, capace di parlare a tutti. Cuore della mostra sono le sale dotate della tecnologia lighting Touch 7.0®, la più sofisticata attualmente sul mercato nel campo dell’interattività che permette ai muri di prendere letteralmente vita: grandi videoproiezioni a 360° si modificano, mutano e si evolvono in tempo reale al tocco degli spettatori. nuove finestre pop up, grafiche, galleries, didascalie virtuali, approfondimenti storici, nuove immagini e tutto ciò che la fantasia può immaginare prende vita in una spettacolare proiezione per un’esperienza coinvolgente e totalizzante.

Ci si immerge nella vita di Bob Kennedy, in quella della sua famiglia e della dinastia Kennedy; si esplorano “l’altra America” e il ‘68, Martin Luther King e le battaglie per i diritti civili, fino al cuore degli ottantadue giorni della campagna elettorale che lo vedrà partire in sordina e poi crescere sempre di più, in una corsa avvincente, giunta infine a prospettare una concreta chance di vittoria e di elezione a presidente degli stati Uniti. l’avvicinarsi alla Casa Bianca rappresentava la realizzazione di un sogno: il sogno di cambiare il mondo. Bob aspirava a un mondo migliore e più giusto per sé, per i suoi figli, per i milioni di persone che lo amavano e per le generazioni future. Un sogno, questo, che terminerà nel peggiore dei modi: con il suo assassinio. Grandi campiture di colore irregolari e asimmetriche sono state create all’interno dell’allestimento della mostra a simboleggiare metaforicamente tutto ciò che quell’assassinio infranse. All’ultima sala dell’esposizione è affidato il compito di raccontare l’attualità del pensiero di Bob Kennedy e la contemporaneità delle sue parole. È qui possibile rendersi conto di come tanto i progetti di prestigiose istituzioni pubbliche e private, come il Robert F. Kennedy Human Rights, quanto le aspirazioni e l’impegno civico di milioni di comuni cittadini in tutto il mondo, rendano più che mai attuale, ancora oggi, l’eredità spirituale e politica di Bob Kennedy. Il sogno continua.


"Fondazioni" settembre-ottobre 2018

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