Borghi, un patrimonio da preservare e riattivare

29 novembre 2018

territori

In Italia ci sono circa 6mila comuni con meno di 5mila abitanti, in cui vivono quasi 10 milioni di persone. Sono i piccoli borghi che caratterizzano nell’immaginario universale il paesaggio italiano, ma che oggi si trovano a dover affrontare due grandi sfide: il rischio sismico e lo spopolamento. Due minacce che rischiano di farli scomparire e che costringono gli amministratori locali e gli addetti ai lavori a immaginare sempre nuove soluzioni per prendersi cura di queste perle del nostro patrimonio. Spesso in questo caso si usa il termine “resilienza”, che, mutuato dal gergo della fisica, è ormai utilizzato per indicare la capacità degli esseri viventi di elaborare risposte innovative per adattarsi ai cambiamenti.

Pioniera in questo campo è Fondazione Cariplo che, per dare nuova vita alle città minori della Lombardia, negli ultimi dieci anni ha sperimentato due programmi all’avanguardia: Distretti Culturali e AttivAree. Si tratta di due vasti piani di intervento destinati ai borghi lombardi per recuperarli e “rigenerarli”, puntando su conservazione, valorizzazione e formazione del capitale umano. Questi interventi sono stati presentati in occasione del convegno “Borghi, un patrimonio da preservare e riattivare”, organizzato nelle scorse settimane da Fondazione Cariplo, in occasione dell’Esposizione Internazionale di Architettura La Biennale di Venezia. Vediamo nel dettaglio in cosa consistono i due programmi di Fondazione Cariplo. Distretti Culturali è un’iniziativa unica nel nostro Paese per durata e dimensioni che, a fronte di un impegno di Fondazione Cariplo di 20 milioni di euro, ha generato una rete di cofinanziamenti di oltre 50 milioni di euro. Sono sei i distretti avviati: dalla Valle Camonica all’Oltrepò Mantovano, dalle Regge dei Gonzaga a Monza e Brianza, da Cremona alla Valtellina. Ovunque gli interventi hanno coinvolto le comunità locali per sviluppare interventi in grado di trasformare le specificità del territorio (cultura, agroalimentare, artigianato, natura) in una chiave per favorire lo sviluppo, attrarre turisti, sostenere l’occupazione.

A Distretti Culturali, recentemente, Fondazione Cariplo ha aggiunto il programma AttivAree. Avviato nel 2016 è finalizzato a riattivare le cosiddette “Aree Interne”, ovvero l’Oltrepò Pavese e l’alta montagna Bresciana, con finanziamenti per 10 milioni di euro, destinati a innovare le economie locali puntando su imprenditorialità giovanile, prevenzione del rischio idrogeologico, inserimento sociale e lavorativo dei migranti e dei nuovi residenti. Due sono le esperienze esemplari di questi interventi, entrambe in provincia di Brescia. Il primo è Lavenone, un paesino di 500 abitanti, dove si stanno sperimentando forme di accoglienza per turisti con “bisogni specifici”. Il secondo, Rebecco, ha meno di 300 abitanti; qui si prevede di riattivare un complesso rurale abbandonato per farne un centro di valorizzazione della cultura contadina.

 


"Fondazioni" novembre-dicembre 2018

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