Alba celebra Felice Casorati

La Fondazione Ferrero non è nuova ai grandi eventi espositivi. Per “Felice Casorati. Collezioni e mostre tra Europa e Americhe” la mobilitazione è più che significativa e ha raccolto anche il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo e della Compagnia di San Paolo, oltre all’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Curata da Giorgina Bertolino, l’antologica aperta ad Alba (Cn) fino all’1 febbraio è una ricchissima rassegna delle opere di Casorati (1883 – 1963), dove non mancano tele ormai da molti anni inedite per le sale italiane. È una personale dedicata alla ricerca, alla storia pubblica e alla ricezione internazionale della pittura casoratiana, dagli anni Dieci agli anni Cinquanta del Novecento: in tutto sessantacinque dipinti, quaranta dei quali provenienti dalle collezioni di musei e istituzioni nazionali e internazionali. Le opere sono state individuate tra quelle che Casorati stesso, durante la sua lunga carriera artistica (iniziata nel 1907 e conclusa con la scomparsa nel 1963), scelse di presentare nei contesti espositivi internazionali. Celebrato come uno dei maestri dell’arte italiana del Novecento, egli fu protagonista di quel rinnovamento del linguaggio artistico che ebbe nelle Biennali di Venezia e nelle sedi del circuito espositivo europeo e americano uno spazio di scambio e di confronto. Partecipò a importanti rassegne celebrative tra le quali, nel 1910, le Esposizioni per il Centenario argentino di Buenos Aires e per il Centenario dell’Indipendenza di Santiago del Cile; le Esposizioni universali di Barcellona nel 1929 e di Bruxelles nel 1935; l’Esposizione Internazionale di Parigi nel 1937. Presente a numerose mostre dedicate all’arte italiana contemporanea, alle mostre itineranti del movimento artistico Novecento (a Ginevra nel 1929, in America latina nel 1930, a Stoccolma e a Helsinki nel 1931) e, nel dopoguerra, alla Documenta di Kassel (dove fu invitato per la prima edizione del 1955), l’artista concorse a prestigiosi premi come quello promosso dal Carnegie Institute di Pittsburgh, dove fu presente dal 1924 al 1939 e poi nel 1950, e per il quale fu membro della giuria nel 1927. L’antologica “Felice Casorati. Collezioni e mostre tra Europa e Americhe” si prefigge di analizzare questa composita mappa espositiva, assumendo le Biennali veneziane come punto privilegiato d’osservazione. La mostra è introdotta dal Ritratto della sorella Elvira, con cui Casorati esordì alla Biennale di Venezia del 1907, avviando la sua prima stagione pittorica, caratterizzata da quadri con figura che, secondo canoni ancora naturalistici, declinano il tema delle età femminili: Le vecchie comari del 1908 (Galleria d’Arte Moderna Achille Forti, Verona), inviato due anni dopo a Santiago del Cile; Le ereditiere (MART, Rovereto, Collezione VAF-Stiftung), esposto alla Biennale veneziana del 1910; Bambina su un tappeto rosso (Museum voor Schone Kunsten, Gent), presentato nell’edizione del 1912, dove fu acquistato dal governo belga. Accanto ad alcuni dei più celebri capolavori – Ritratto di Maria Anna De Lisi (1918), Tiro al bersaglio (1919), Le uova sul cassettone (1920) – la mostra rintraccia l’itinerario di scelte compiute dall’artista sul versante interno della pittura e su quello della sua presentazione ufficiale. Ne emerge un Casorati che nelle occasioni importanti privilegia il ritratto. In mostra la ricorsività del genere è sottolineata da una vera e propria “galleria di ritratti”. Famigliari, amici, intellettuali, artisti, fanno parte dell’ambiente culturale e cosmopolita che l’artista frequenta lungo tutti gli anni Venti. “Felice Casorati. Collezioni e mostre tra Europa e Americhe” offre un’occasione unica per ammirare, una accanto all’altra, opere straordinarie normalmente distanti. In foto da sinistra: Bambina che gioca su un tappeto rosso, 1912; Beethoven, 1928; Natura morta con il limone, 1937 

 da “Fondazioni” novembre-dicembre 2014