Arte a Trento dopo il Concilio

Fino al 29 settembre il Palazzo Pretorio di Trento ospita la mostra “Arte e persuasione. La strategia delle immagini dopo il Concilio di Trento”, promossa dal Museo Diocesano Tridentino e realizzata anche grazie al contributo della Fondazione Cr Trento e Rovereto. L’esposizione analizza, per la prima volta, il rapporto tra le decisioni assunte dal Concilio di Trento (1545-1563) in materia di immagini sacre e le arti figurative in un territorio di frontiera, quale fu l’area di Trento, a stretto contatto con le aree della Riforma protestante, diversamente da diocesi geograficamente e culturalmente più lontane. In una delle ultime sessioni dell’assise tridentina fu promulgato il decreto “Della invocazione, della venerazione e delle reliquie dei santi e delle sacre immagini”, con il quale la Chiesa assolveva l’uso delle immagini sacre, la cui liceità era stata aspramente criticata dalla Riforma protestante. Richiamandosi alla tradizione, la norma esaltava la funzione didattica delle immagini e stabiliva alcuni principi generali circa le caratteristiche delle rappresentazioni da collocare negli edifici di culto. Il percorso espositivo, suddiviso in due parti, si apre con una sezione introduttiva di carattere storico documentario. Sono qui esposte alcune edizioni a stampa della Sacra Scrittura e vengono approfonditi i temi della censura e della proscrizione del nudo attraverso gli esempi celeberrimi del “Giudizio universale” di Michelangelo e della “Cena in casa di Levi” di Paolo Veronese. La seconda area tematica, dopo aver illustrato attraverso audaci confronti l’evoluzione del dipinto a tema religioso dal Rinascimento all’epoca postconciliare, indaga le iconografie più diffuse nel contesto locale trentino: il culto del Crocifisso, l’esaltazione della figura della Madonna nelle varie declinazioni, la rivalutazione delle figure dei santi. In questo periodo, le nuove raffigurazioni da esporre negli edifici di culto dovevano presentare qualità adatte a commuovere lo spettatore per incrementarne la devozione, esaltando al contempo il “trionfo” della Chiesa nella lotta al Protestantesimo.

da “Fondazioni” luglio-agosto 2014