Più autonomia e qualità di vita per i detenuti e le loro famiglie

Il sistema carcerario italiano versa in uno stato drammatico. Nei 206 istituti penitenziari italiani sono attualmente presenti 65mila detenuti. L’Italia resta il paese con le carceri più sovraffollate dell’Unione Euro pea, con un tasso di affollamento del 142,5% (oltre 140 detenuti ogni 100 posti) a fronte di una media europea del 99,6%. Dei detenuti presenti più di un terzo sono stranieri, con conseguenti esigenze di integrazione e mediazione culturale, a partire dagli aspetti più basilari cui raramente si riesce a dare seguito; mentre più di un quarto della popolazione carceraria presenta problemi di tossicodipendenza, rendendo necessari percorsi specifici. Dal 2006 la Compagnia di San Paolo interviene convintamente in questo campo, al fine di favorire l’inserimento sociale e lavorativo dei detenuti in uscita dal carcere, la loro educazione al lavoro e il miglioramento della qualità della vita all’interno delle carceri. Finora ha erogato per queste iniziative oltre 15 milioni di euro. E per il 2014 l’impegno continua. Sono infatti 39 i progetti nelle carceri che beneficeranno quest’anno del sostegno della Compagnia, selezionati tra le 88 richieste pervenute alla Fondazione dai 13 istituti penitenziari del Piemonte e di Genova. Lavoro, sport, ascolto, formazione, benessere, creatività, cittadinanza, e sigenze primarie, genitorialità e famiglia, oltre ai lavori di ristrutturazione dei locali, sono i principali ambiti in cui si svolgono i progetti che beneficeranno dei contributi. Sono stati selezionati in base alle nuove linee guida per l’intervento in ambito carcerario di cui la Compagnia si è dotata nell’aprile 2013. Queste prevedono due comparti di intervento in base alla loro tipologia. Il primo interessa i progetti di reinserimento sociale e lavorativo, per esempio progetti di economia carceraria legati al tema dell’occupazione e della formazione professionale (assunzioni, tirocini, voucher), e progetti per il superamento di problemi legati alla condizione abitativa. In questa sezione sono stati ammessi progetti richiedenti un contributo complessivo massimo di 150mila euro. Il secondo comparto riguarda i progetti di assistenza e socializzazione dei detenuti, per esempio quelli orientati al miglioramento della qualità della vita carceraria, alla promozione di attività culturali, formative e socializzanti dei detenuti, al sostegno psicologico e educativo, alla genitorialità, alla mediazione culturale, alla riqualificazione e rifunzionalizzazione di spazi, alla formazione degli operatori. Per i progetti di questa sezione, la cui durata massima è di dodici mesi, è fissato un contributo massimo di 35mila euro. Oltre alle erogazioni a sostegno di iniziative proposte dagli istituti penitenziari, la Compagnia opera con due progetti propri: “Logos”, a favore di persone in uscita dal carcere che cercano il recupero dell’autonomia lavorativa e abitativa, e “Nomis”, destinato ai minori stranieri entrati nel circuito o a rischio di devianza, offrendo loro una pluralità di opportunità abitative, formative, lavorative e aggregative. Nel periodo delle recenti festività natalizie, infine, la Compagnia ha avviato anche un’originale iniziativa per contribuire a ridurre il pregiudizio e il distacco dell’opinione pubblica nei confronti della popolazione detenuta. Nel cuore di Torino ha aperto un “temporary store” in cui sono stati venduti prodotti realizzati dai carcerati: dai mobili da giardino alle borse, dalla bigiotteria all’oggettistica, dai biscotti al caffè, dalla birra al cioccolato. I prodotti provenivano tutti da quella che è una vera e propria “industria in carcere”, dove competenza, efficienza e spirito creativo si coniugano con una forte motivazione personale verso nuovi obiettivi di vita. Il ricavato dalle vendite servirà a potenziare ulteriori progetti volti a favorire l’autonomia e il recupero dei detenuti.

da “Fondazioni” gennaio-febbraio 2014