Un milione per il “salva-sfratti”

Le Fondazioni di origine bancaria della provincia di Modena (Modena, Mirandola, Carpi e Vignola) insieme alla Regione Emilia Romagna e alla Provincia hanno sottoscritto un protocollo “salvasfratti” per supportare le famiglie che, a causa della crisi economica, non riescono a pagare il canone della propria abitazione, rischiando lo sfratto per morosità. All’iniziativa hanno aderito i Comuni modenesi, i sindacati di categoria e le associazioni dei proprietari. I beneficiari diretti dell’iniziativa sono i proprietari degli immobili utilizzati dalle famiglie in difficoltà. A fronte del contributo, dovranno impegnarsi a non iniziare o a sospendere le eventuali procedure di sfratto e a garantire la permanenza della famiglia in difficoltà nell’appartamento per un periodo di almeno 12 mesi. Dovranno inoltre diminuire l’importo dell’affitto o dell’indennità di occupazione dell’alloggio portandolo a livello del canone agevolato come da parametri definiti nei Patti Territoriali per tutta la durata dei 12 mesi. Il contributo potrà arrivare alla cifra massima di 6mila euro. Molto precisi i requisiti per selezionare le famiglie ammissibili. Queste devono: avere un valore Isee non superiore a 17mila euro; dimostrare di essere in situazione di morosità per le spese di affitto da almeno 4 mesi o di avere una procedura di sfratto già convalidata; di essere cittadini italiani o con carta di soggiorno valida o in corso di rinnovo; di non essere proprietari o comproprietari o avere altro diritto reale di godimento di beni immobili nel territorio italiano per quota pari o superiore al 50 %. I contributi sono erogati fino all’esaurimento del fondo a disposizione, a seguito della presentazione della domanda completa di tutti gli allegati. Qualora i fondi a disposizione non riescano a soddisfare tutte le richieste ammesse a contributo si procederà dando precedenza alle domande presentate dalle famiglie nelle quali siano presenti persone non autosufficienti, minori o anziani. In caso di ulteriore pari merito viene considerata la data di presentazione della domanda. L’iniziativa è partita in via sperimentale nel 2012 e, viste le tantissime richieste pervenute, per l’anno in corso è stato deciso di ampliare la fascia di potenziali beneficiari così da ammettere anche quelle famiglie che si trovano nell’impossibilità di pagare regolarmente il canone di locazione, pur non avendo ancora ricevuto formalmente lo sfratto dal proprietario dell’abitazione.  

da “Fondazioni” maggio-giugno 2013