Una sfida per le Fondazioni

Che le Fondazioni di origine bancaria possano essere un utile e idoneo playmaker nella progettazione per concorrere ai bandi europei risulta evidente se si pone attenzione al fatto che requisiti essenziali per parteciparvi sono la garanzia di solidità del soggetto, in particolare del capofila, bilanci in ordine, affidabilità e disponibilità di risorse umane per portare avanti concretamente le iniziative. In linea di massima le Fondazioni sono in grado di garantire questi prerequisiti e già da tempo realizzano molti dei loro progetti attivando partenariati forti e mostrando buone capacità di networking. Peraltro sono ancora poche le esperienze realizzate grazie o in sinergia con le risorse europee, a causa di una molteplicità di fattori ma, probabilmente, soprattutto perché finora una scelta in tal senso non era stata ancora chiaramente focalizzata. L’incontro in Acri del 4 febbraio scorso ha fatto emergere l’esigenza di un approfondimento sul tema e il Consiglio dell’Associazione, nella riunione del 12 marzo, ha raccolto lo stimolo, decidendo di creare un Gruppo di Lavoro sui Fondi Ue, formato da funzionari interni Acri e personale delle Fondazioni che abbiano già maturato esperienze tecniche in questo campo. L’obiettivo è fornire alle Associate informazioni utili e tempestive. Una delle difficoltà maggiori nella fruizione dei Fondi comunitari è, infatti, il monitoraggio tempestivo delle opportunità di finanziamento e in generale l’individuazione dei programmi e dei bandi adatti ai propri ambiti di attività e alle proprie potenzialità di sviluppo. Il Gruppo di Lavoro sarà un luogo in cui scambiare informazioni ed effettuare approfondimenti, procedendo poi alla diffusione periodica degli elementi conoscitivi a tutte le Fondazioni associate, provvedendo altresì a presidiare efficacemente anche il versante nazionale attraverso contatti con i competenti dicasteri. Nel tempo poi, il Gruppo potrà promuovere partnership tra le Fondazioni su specifiche progettualità di particolare interesse per la partecipazione ai bandi promossi dalla Commissione Europea, anche attivando un’azione di coordinamento e, con un più accentuato presidio nazionale, l’elaborazione di prototipi di intervento replicabili sui territori. La nuova programmazione 2014-2020 dei Fondi comunitari può, infatti, offrire opportunità alle Fondazioni in diversi modi. Esse possono partecipare attraverso il co-finanziamento con soggetti terzi che presentino progetti, possono essere destinatarie di fondi nel caso partecipino direttamente con progetti in partnership con altri soggetti o possono addirittura proporsi come agenzie di erogazione di Fondi comunitari. L’attività di monitoraggio dei programmi e dei bandi potrebbe, inoltre, portare la Fondazione ad attivare un’azione di sensibilizzazione dei propri stakeholder rispetto all’opportunità di presentare, a loro volta, proposte progettuali all’Europa. La “dimensione europea” è diventata sempre più importante per la crescita dei territori, e di conseguenza lo è diventato il fare fronte comune per mettere a punto interventi, azioni, strategie di sistema capaci di aiutare i territori a rispondere con maggiore efficacia alle opportunità offerte dall’Europa. Si pone in questa direzione la collaborazione tra la Fondazione Crt e la Fondazione Cariplo, da poco avviata. Si tratta di un accordo triennale che si propone di incoraggiare la partecipazione ai programmi di finanziamento comunitari da parte degli enti piemontesi e lombardi e di stimolare la quantità e la qualità dei progetti presentati da queste organizzazioni alla Commissione Europea. Per raggiungere questo obiettivo vengono organizzati eventi di sensibilizzazione sulle opportunità di finanziamento in ambito comunitario, viene facilitato l’accesso all’informazione relativa ai finanziamenti europei e, in seguito, saranno avviate specifiche azioni di formazione e scambio di buone prassi. Con un’idea di fondo: porre la cultura al centro di connessioni con altre risorse della comunità, del territorio e del tessuto produttivo, ampliando il perimetro del settore culturale e mettendolo in relazione con altri mondi tradizionalmente considerati lontani.

da “Fondazioni” marzo-aprile 2014