Fondazione Cariplo accelera la diffusione dei risultati della ricerca scientifica

Dal 1° settembre 2012 la Fondazione Cariplo è la prima Fondazione di origine bancaria ad aderire ufficialmente al movimento “open access”, potenziando, tramite l’adozione di una specifica “policy”, la diffusione della conoscenza scientifica. Ovvero rendendo accessibili i risultati dei progetti finanziati nell’ambito della propria attività erogativa nel settore della ricerca scientifica. La policy di “open access” si inserisce, congiuntamente alla policy della Fondazione Cariplo in tema di tutela della proprietà intellettuale, nella strategia dell’ente di favorire la crescita della collettività attraverso il progresso scientifico, favorendo la fruizione dei risultati e dei dati delle ricerche da essa finanziate. «La policy giunge al termine di un percorso di approfondimento condotto dalla nostra Sottocommissione Ricerca – afferma Carlo Mango, direttore dell’Area Ricerca Scientifica di Fondazione Cariplo –. Si è trattato di un percorso complesso che ha dovuto tenere in considerazione l’ingente quantità di finanziamenti, i diversi approcci adottati dalla Fondazione e i vari ambiti disciplinari (biomedicina, scienza dei materiali, agrofood, etc.) in cui si collocano i progetti di ricerca supportati, che vanno dalla ricerca fondamentale a quella più applicativa fino ad arrivare al trasferimento tecnologico». La policy consente ai beneficiari di utilizzare una delle due possibili strategie utili ai fini del conseguimento degli obiettivi dell’accesso aperto: la cosiddetta “Green Road”, che prevede l’auto-archiviazione dei contenuti in archivi istituzionali o disciplinari, e la “Gold Road”, ovvero la pubblicazione diretta in riviste open access. Alla Fondazione Cariplo sono convinti che la comunità scientifica di riferimento reagirà positivamente all’iniziativa. L’Italia, infatti, partecipa al movimento per l’accesso aperto anche con forte impegno a livello internazionale e dispone già di un’infrastruttura adeguata e funzionante per ospitare il deposito dei lavori di ricerca prodotti dalle nostre università e istituzioni di ricerca che, già dal 2004, aderendo in pieno ai principi internazionali ed europei, hanno sottoscritto la “Berlin Declaration” per l’accesso aperto alla ricerca scientifica. Per questo motivo la policy di “open access” adottata dalla Fondazione assume un carattere vincolante su tutte le nuove iniziative di finanziamento, a partire dalla data della sua pubblicazione. Ma la Fondazione auspica che i principi in essa contenuti vengano condivisi anche da chi è già stato beneficiario di un contributo erogato da Via Manin. L’impatto atteso di questa decisione appare piuttosto importante se si considera che solo nell’ultimo anno (2011) l’analisi con InCites (Isi Thomson) ha rilevato ben 554 documenti con specifico “acknowledgement” a Fondazione Cariplo pubblicati su riviste scientifiche peer reviewed. «Attraverso l’implementazione di questa policy – ha affermato il presidente della Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti – crediamo di poter introdurre un forte cambiamento metodologico nell’operato della nostra Fondazione che va a beneficio della ricerca e dei ricercatori, del progresso scientifico e tecnologico e a favore di quella che possiamo definire una maggior democratizzazione del sapere scientifico». A seguito dell’approvazione della policy la Fondazione è stata coinvolta nel progetto Medoanet – Mediterranean Open Access Net work (www.medoanet.eu): progetto biennale (2012-2014) finanziato dalla Commissione Europea all’interno del programma “Science in Society”, che si propone di migliorare il coordinamento delle strategie, delle politiche e delle strutture per l’accesso aperto in sei paesi del Mediterraneo: Grecia, Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Turchia. Il testo della policy si può consultare sul sito della Fondazione all’indirizzo: www.fondazionecariplo. it/portal/upload/ent3/1/policy_ 5.pdf.

da “Fondazioni” novembre-dicembre 2012