Il paesaggio di Vignola è sempre più dolce di ciliegie

Il paesaggio è una di quelle risorse, preziose, che appartengono a tutti e non sono riproducibili. Nella sua manutenzione un ruolo centrale l’ha il lavoro degli agricoltori, in particolare in quelle aree del Paese, come l’Emilia-Romagna, dove da sempre il lay-out dei campi si sposa con le vestigia architettoniche del passato. Ben lo sa Giovanni Zanasi, presidente della Fondazione di Vignola, che con grande convinzione ha sostenuto l’impegno dell’ente a favore dell’innovazione nella coltivazione dei ciliegi: piante che, almeno da un paio di secoli, con le loro fioriture in primavera avvolgono la splendida Rocca di Vignola, sede della Fondazione. Questa ha cofinanziato un progetto di ricerca dell’Università di Bologna, annoverato fra quelli di rilevante interesse nazionale in campo agricolo, che consente di creare un “pacchetto” di varietà di ciliegie in grado di coprire un calendario di raccolta di cinque settimane con un prodotto omogeneo, facilmente riconoscibile e soprattutto di alta qualità. La nuova serie di varietà, già ottenuta dall’Università di Bologna, verrà presto commercializzata a livello mondiale col marchio SWEET®, attraverso un network di aziende vivaistiche, con contratti di concessione in esclusiva in ogni paese interessato alla loro moltiplicazione e diffusione su larga scala. Si partirà con l’Unione Europea attraverso l’imminente deposito a titolarità UNIBO delle cinque privative comunitarie (brevetto europeo) e dei relativi marchi commerciali. Il brevetto verrà poi esteso nei principali paesi produttori di ciliegie, come gli Stati Uniti e il Canada, il Cile, il Sudafrica, l’Australia e la Nuova Zelanda. Tutto ciò da un lato consentirà di valorizzare le imprese agricole locali partner dell’Università nell’implementazione e gestione dei brevetti, dall’altro favorirà, con il mantenimento della coltivazione di ciliegie sul territorio, di mantenere quelle caratteristiche anche visive che contribuiscono a definirne l’identità. «È necessario un nuovo discorso sul paesaggio – afferma l’avvocato Zanasi –. La qualità del paesaggio e dell’ambiente non è un lusso o un privilegio, ma una necessità ed è sicuramente il miglior investimento per il nostro futuro. Aiutare la sostenibilità e l’innovazione dell’agricoltura permette alle famiglie del nostro territorio di continuare a fare quello che hanno fatto per generazioni. Nel contempo si preservano le radici della nostra comunità e lo spazio naturale che ci circonda per non offendere le generazioni future costringendole a vivere nel degrado che abbiamo creato». Le ciliegie SWEET® nascono da un progetto iniziato nei primi anni 2000 sotto la guida e la responsabilità del dottor Stefano Lugli del Dipartimento di Colture Arboree (DCA) dell’ateneo felsineo. Questo nuovo progetto di miglioramento genetico, con un approccio di tipo tradizionale attraverso l’incrocio e la selezione, no OGM, è stato finanziato dalla Regione Emilia-Ro – magna e cofinanziato da tre Organizzazioni di produttori (Apo-conerpo, Apofruit e Orogel fresco) oltre che dalla Fondazione di Vignola. Fin dal suo avvio ha avuto come obiettivo prioritario l’ottenimento di ciliegie “top quality”: grossa pezzatura (calibro 28 mm e oltre), elevata consistenza (paragonabile a quella dei vecchi “duroni” di Vignola), colorazione uniforme rosso o rosso scuro, brillante, elevato contenuto in zuccheri (almeno 18 gradi Brix), con un livello di acidità del succo piuttosto alto (8 g/l) in grado di assicurare il massimo del “taste” di queste nuove ciliegie. 

da “Fondazioni” luglio-agosto 2012