San Domenico a Fano: da chiesa a pinacoteca

Era una chiesa abbandonata nel cuore del centro storico, oggi è un polo museale che attrae oltre 12mila visitatori all’anno (un dato straordinario per una città come Fano): la Pinacoteca San Domenico, fortemente voluta dalla locale Fon-dazione, che vi ha investito oltre 2 milioni di euro. Vi si possono ammirare i capolavori dell’arte marchigiana dal XV al XVII secolo, tra cui spicca una tela del Guercino. La costruzione della chiesa di San Domenico risale al XIII secolo. Gravemente danneggiata dalle truppe tedesche in ritirata, è stata chiusa al culto dal 1944 e progressivamente abbandonata e depredata dei suoi arredi e dipinti. Nel 2006 la Fondazione Carifano l’ha acquistata e ne ha fatto la sede per la propria prestigiosa collezione d’arte sacra. Dopo un rapido, ma approfondito intervento di restauro, che ha interessato in particolare la pavimentazione e gli affreschi, nell’estate del 2007 la chiesa è stata riaperta al pubblico nella sua nuova veste di pinacoteca. Le oltre quaranta opere esposte provengono da una collezione avviata nel 1969 dalla allora Cassa di Risparmio di Fano ed “ereditata” dalla Fondazione, che ha individuato in San Domenico la sede ideale per “restituire” la collezione alla comunità fanese. Tra i capolavori esposti si possono ammirare: lo splendido “Sposalizio della Vergine” di Giovanni Francesco Bar-bieri, detto il Guercino (nella foto), la “Madonna con il Bambino” attribuita a Giovanni Santi, padre di Raffaello, la “Madonna della Rosa” e “Agar e Ismaele” di Si-mone Cantarini, la “Maddalena penitente” e la “Visione di San Carlo Borromeo” di Giovanni Francesco Guerrieri. Inoltre, fino al 1° ottobre, c’è la straordinaria opportunità di ammirare altri due capolavori del Guercino, tornati momentaneamente insieme nella cittadina marchigiana. In occasione della mostra “Guercino a Fano – tra presenza e assenza”, voluta e realizzata dalla Fondazione Carifano sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, sono esposte presso la pinacoteca le opere: “Angelo Custode”, conservato alla Pinacoteca del Palazzo Malatestiano, e “San Giovanni Battista al Fonte”, custodito al Museo Fabre di Montpellier. Quest’ultimo, dipinto nel 1661 proprio nella cittadina marchigiana, era stato requisito dalle truppe napoleoniche nel 1797. L’eccezionale ricongiungimento di tre opere di questo grande maestro del Seicento testimonia come la sua vena artistica sia rimasta intatta fino alla fine (morì nel 1666). L’ingresso alla pinacoteca e il noleggio delle audio-guide sono gratuiti. Si può visitare tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle 18 alle 22. L’esperienza di San Domenico non è l’unico intervento della Fondazione Carifano volto a dare nuova vita al patrimonio architettonico della città. Un destino simile l’ha avuto il complesso rinascimentale composto dall’ex Chiesa San Michele e dall’omonimo palazzo adiacente. La Fondazione l’ha acquistato nel 2005 e, grazie a un profondo intervento di recupero, lo ha trasformato in un centro aperto a esposizioni, convegni ed eventi di formazione, a disposizione della comunità. 

da “Fondazioni” luglio-agosto 2011