Terzo Settore

Il territorio reggiano è particolarmente ricco di esperienze in ambito sociale. Le associazioni di volontariato e le cooperative sociali sono tante e diverse tra loro, per natura e per finalità, sicché da tempo si avverte l’esigenza di un monitoraggio costante di questo universo complesso ma determinante in termini economici, culturali e di coesione sociale. Ciò al fine di realizzare uno strumento che aiuti a mettere sempre più in relazione le attività dei vari soggetti che vi operano con le esigenze del territorio. Per conoscere più da vicino il mondo del non profit – grazie a un accordo tra Fondazione Manodori, Comune e Provincia di Reggio Emilia, Camera di Commercio, Forum del Terzo Settore e Csv Dar Voce – è stato creato un Osservatorio Permanente del Terzo Settore relativo a tutta la provincia di Reggio Emilia. Il progetto prevede lo sviluppo di una banca dati che metta in rete le informazioni raccolte dai vari soggetti coinvolti e sia a disposizione di tutti coloro che operano nel sociale. Si tratta di uno strumento ancora inedito per il territorio reggiano e per l’Italia, che si candida a diventare progetto pilota a livello regionale e nazionale. Dai primi dati raccolti finora, emerge che nella provincia di Reggio Emilia ci sono 104 cooperative sociali, 263 organizzazioni di volontariato, 299 associazioni di promozione sociale. I soci di queste organizzazioni sono 281.164 e ben 26.403 donano il proprio tempo da volontari. 10.922 sono inoltre i lavoratori impiegati nel terzo settore: un comparto che a Reggio Emilia genera oltre 280 milioni di euro di entrate annue e più di 275 milioni di uscite, incidendo per l’1,3% sul numero delle imprese, per il 51,6% sulla popolazione in termini di numero dei soci, per il 4,1% sull’occupazione dipendente. Infine produce un valore aggiunto pari a 144 milioni di euro, con una incidenza relativa sul Pil locale che supera di poco il punto percentuale. In autunno la banca dati sarà consultabile tramite un portale Internet dedicato. Cooperative e associazioni potranno aggiornarlo in tempo reale per offrire una carta di identità virtuale aggiornata delle loro organizzazioni. Oltre alla funzione osservativa il portale sarà utile per l’elaborazione e la promozione delle politiche di intervento su questo settore: uno strumento indispensabile per coinvolgere le organizzazioni di volontariato e del privato sociale nella riformulazione degli attuali modelli di welfare, necessaria per affrontare l’attuale crisi economica, sociale e valoriale.

da “Fondazioni” settembre-ottobre 2011