Nuove possibilità per isolare le cellule tumorali circolanti

Le cellule tumorali circolanti (Ctc) costituiscono un importante capitolo nello studio delle malattie oncologiche e, fino agli anni Novanta, era difficile individuarle, anche per la loro esigua quantità nel sangue. Basti pensare che in un millimetro cubo di sangue si trovano milioni di cellule normali e le Ctc, quando presenti, sono comunque poco numerose e quindi enormemente diluite. L’Ente Cassa di Risparmio di Firenze ha appena acquistato due macchinari d’avanguardia (costati complessivamente 300mila euro) in grado di individuare le Ctc. Si tratta del CellSearch, che riesce a catturare le cellule circolanti, e il DepArray (nella foto), che è in grado di esaminare singole cellule tumorali. Entrambi gli apparecchi sono stati collocati nel laboratorio di Biochimica Clinica al Complesso Polivalente, dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi di Firenze e, già a primavera, potranno essere operativi e quindi impiegati per le analisi di ricerca sui pazienti. Queste nuove apparecchiature permetteranno di definire meglio la presenza di queste cellule nel sangue dei pazienti affetti da cancro e, in particolare, di isolarle per studi tecnologicamente avanzati. È quindi evidente l’importanza di questa nuova tecnologia che consente la valutazione delle caratteristiche genotipiche e fenotipiche delle singole cellule. Ciò permetterà di individuare cure personalizzate in base ai target molecolari identificati su singole cellule, oltre che monitorare l’andamento della malattia nel tempo. La nuova tecnologia, in associazione con altre già in uso presso l’Azienda Ospedaliera e l’Università di Firenze, contribuirà a potenziare notevolmente le possibilità di diagnosi e cura dei pazienti oncologici. L’equipe di medici e biologi che utilizzerà i nuovi macchinari è impegnata da oltre vent’anni nell’individuare nuove soluzioni tecnologiche per identificare e caratterizzare le Ctc e determinarne il significato clinico. Ha quindi maturato un’esperienza sul loro isolamento, ottenendo risultati rilevanti per il tumore alla mammella e per il melanoma uveale e cutaneo.  

da “Fondazioni” marzo-aprile 2014