Cinema mon amour

Nella memoria di chi ha più di cinquant’anni e in gioventù è vissuto in un piccolo centro della penisola italiana c’è senz’altro il ricordo che lì i posti per incontrarsi erano essenzialmente due: il cinema e la parrocchia. Prima dell’avvento dei multisala quasi ovunque c’era almeno un luogo da utilizzare per le rappresentazioni teatrali e per le proiezioni cinematografiche. La cultura e lo svago erano occasioni davvero comunitarie e, quasi sempre, strumenti di coesione. Oggi molto è cambiato. Ma la voglia di posti per godersi un film come quelli di una volta ancora si affaccia nei piccoli comuni, come nei quartieri di grandi città. Dal gennaio 2014, però, i distributori cinematografici hanno sospeso l’utilizzo delle tradizionali pellicole a favore del più versatile supporto digitale. Que sta scelta ha avuto un effetto dirompente per le sale più piccole e decentrate che, in mancanza di un adeguamento tecnologico, devono interrompere l’attività cinematografica, impoverendo così l’offerta culturale complessiva del territorio.

Per sostenere la riconversione verso il digitale, la Compagnia di San Paolo ha emanato un bando “Linee guida Cinema Più”, rivolto ai soggetti non profit per interventi di aggiornamento tecnologico dei luoghi di produzione e aggregazione culturale. Scade il 30 aprile 2015 ed è scaricabile dal sito www.compagniadisanpaolo.it.

Intanto a Lambrate, grazie alla vincita di un bando di Fondazione Cariplo, è stato da poco inaugurato “Il Martinit”, che non è una sala d’essai, ma un posto dove si fa cinema anche di richiamo (da domenica a mercoledì) e teatro (gli altri giorni), in una dimensione sociale che il pubblico ancora cerca.