Un nuovo ospedale per i biellesi

Dal mese di novembre 2014 il nuovo ospedale di Biella, lungamente atteso dal territorio e costato circa 190 milioni di euro, è operativo e per diversi anni sarà uno tra i pochi nuovi presidi sanitari in Italia. Si tratta di una struttura avanzatissima dotata delle più moderne attrezzature tecnologiche oltre che rispettosa di criteri specifici di comfort e razionalità volti a garantire la migliore accoglienza e cura dei pazienti. La Fondazione Cassa di Risparmio di Biella ha contribuito in modo determinante al progetto impegnandosi per circa 20 milioni di euro nell’acquisto di attrezzature mediche d’avanguardia. Davvero imponente l’estensione della struttura che sorge su un’area di oltre 130mila metri quadri adiacente al Comune di Biella. Il nuovo ospedale è dotato di 309 camere di degenza a 1 o 2 letti con vari supporti tecnologi e al suo interno sono state create 10 sale operatorie integrate digitalmente oltre a una sala dedicata all’ostetricia e 3 sale di chirurgia ambulatoriale. L’intera struttura è servita da un impianto di posta pneumatica (anch’esso dono della Fondazione) che si estende per oltre 4 km all’interno dell’ospedale e consente tra l’altro di ottimizzare tempi e sicurezza nei trasporti di materiali biologici.

La Fondazione ha affiancato l’Asl Bi nella realizzazione del progetto sin dalle prime fasi, puntando sulla massima qualità e innovazione, come spiega il segretario generale Mario Ciabattini: «In accordo con l’Asl, la Fondazione ha cercato di cogliere appieno l’irripetibile occasione rappresentata dalla nascita del nuovo ospedale di Biella. Nel corso delle trattative per le acquisizioni di apparecchiature mediche ha svolto anche un ruolo proattivo per lo sviluppo del territorio, cercando, nei limiti delle risorse disponibili, di andare oltre i desiderata dell’Asl, interpretando, quindi, le future esigenze dell’ospedale. Grazie poi alla propria libertà contrattuale, tipica di un ente di diritto privato, la Fondazione ha potuto ottimizzare le acquisizioni puntando al massimo livello tecnologico disponibile». Tutti gli acquisti sono stati effettuati in sinergia con l’Asl, attraverso un’apposita commissione composta da rappresentati dei due enti e tecnici che, grazie alla possibilità di effettuare trattative dirette di carattere privato, ha permesso alla Fondazione di effettuare risparmi di circa il 30% rispetto ad analoghe trattative pubbliche. Le acquisizioni, oltre alle già citate forniture di carattere generale, a cui si aggiungono la centrale di sterilizzazione a servizio di tutta la struttura e le nuove sale integrate per un valore di 1,2 milioni di euro, hanno riguardato in modo specifico tutti i principali reparti dell’ospedale. Tra gli acquisti più rilevanti vanno citati 2 acceleratori lineari e 2 risonanze magnetiche da 1,5 tesla, per un valore complessivo di 5,3 milioni di euro; 2 tac (di cui una dedicata al pronto soccorso) e 2 diagnostiche radiologiche; 1 tac simulatore per radioterapia; archi “a c”. Inoltre la Fondazione ha acquisito direttamente e poi donato all’Asl Bi 15 tavoli operatori con movimentazione servo assistita per evitare il più possibile la movimentazione dei pazienti traumatizzati, 1 ecografo dedicato per attività intraoperatoria, un fibroscan, 1 mammografo 3D, colonne per laparoscopia, ventilatori polmonari per anestesia con sistema automatico di gestione dei gas anestetici che permette un importante risparmio, elettrocardiografi, sistemi di monitoraggio dei parametri vitali, 1 Moc (densitometro osseo) total body, ecografi e attrezzature per oculistica, 1 citofluorimetro, il sistema lava endoscopi, oltre ai pensili integrati per le sale operatorie. Sono inoltre state acquisite le nuove barelle per il pronto soccorso, la radiologia e i blocchi operatori nonché il sistema di illuminazione circadiano per ottimizzare gli effetti della luce sull’orologio biologico, soprattutto in caso di lunghi ricoveri.

La Fondazione ha voluto, dunque, dotare il nuovo ospedale di tutto quanto di più moderno possa oggi essere messo a disposizione di medici e pazienti per curare e assistere: non solo tecnologie di altissimo livello, ma moderni sistemi di gestione del “fattore umano”, come nel caso del progetto “Primary nursing”, importato dall’America e volto a creare un rapporto diretto tra infermiere e paziente durante tutto il percorso di ricovero e oltre, al momento delle dimissioni, al fine di ottimizzare l’esito delle cure.

L’impegno complessivo della Fondazione per il nuovo ospedale rappresenta il più importante singolo progetto mai sostenuto dall’ente ed è destinato a incidere profondamente sullo sviluppo futuro del territorio biellese.

Che si tratti di un progetto importante, fortemente sentito dal territorio, è testimoniato anche dallo straordinario successo della prima raccolta fondi lanciata dal l’Associazione amici dell’ospedale di Biella per l’acquisto di 260 letti modernissimi (da affiancarsi a quelli già donati dalla Fondazione) che ha raccolto in pochi mesi oltre 700 mila euro.

 

L’arte entra in corsia

Al nuovo ospedale di Biella l’arte si inserisce in modo capillare nella vita della struttura, contribuendo a portare armonia, bellezza, elevazione spirituale laddove vi sono spesso dolore e mancanza di senso. Un elemento importante che può talvolta contribuire alla cura e che in ogni caso allevia la sofferenza dei pazienti, accompagnandoli in un percorso di guarigione che parte in primo luogo dall’essere. L’allestimento della zona accoglienza porta la firma dell’artista di origine biellese Ugo Nespolo, che ha decorato il bancone d’ingresso, donato dalla Fon dazione all’Asl Bi. L’opera, collocata nell’atrio dell’ospedale, è affiancata dal l’“Obelisco dei Segni”, scultura realizzata sempre da Nespolo, in “risonanza” con il bancone e l’intera segnaletica interna dell’ospedale. Ma l’opera di Nespolo non è l’unica ad essere presente nel nuovo ospedale, molti altri artisti ed enti stanno collaborando, attraverso diversi progetti, affinché la bellezza e l’armonia accompagnino i pazienti all’interno della struttura. Tra questi c’è Michelangelo Pistoletto, che sta lavorando con i ragazzi delle scuole superiori biellesi per portare un’inedita versione del suo “Terzo Paradiso” sul tetto-giardino del “Degli In fermi”; Omar Ron da, tra i fondatori della cracking art, che con immagini, suoni e luci ha realizzato il suo “Florilegio di primavera”, in collaborazione con la Fondazione Edo ed Elvo Tempia; Gastone Cecconello, che ha creato per la cappella interna all’ospedale un particolarissimo crocifisso fatto di piccole icone. Infine, la Fondazione Cassa di Risparmio di Biella ha messo a disposizione parte della propria collezione d’arte per decorare i grandi spazi del nuovo ospedale.

da “Fondazioni” gennaio-febbraio 2015