Nasce a Savona il Museo della ceramica

Quella della ceramica è una tradizione che nel savonese prende avvio nel Medioevo. Per oltre sei secoli, la sua produzione ha caratterizzato l’arte, la storia e la cultura del territorio di Savona e di Albisola, divenendo un elemento di eccellenza e una peculiarità di quell’area. Le prime testimonianze disponibili risalgono al periodo tra il Quattrocento e il Cinquecento, quando si comincia a produrre i “laggioni”, piastrelle ispirate agli “azulejos” ispano-moreschi destinate a rivestire muri e pavimenti delle abitazioni di nobili e ricchi mercanti. Dagli inizi del Seicento, i ceramisti di Savona e di Albisola compongono nuovi decori dove elementi animali e vegetali di ispirazione orientale si incontrano armoniosamente con quelli del repertorio occidentale. Nel corso del XVII secolo si impone lo stile istoriato barocco, che riprende dalla pittura scene figurate mitologiche, letterarie, storiche o religiose. Tramontati i fasti barocchi, nel Settecento i ceramisti si adeguano al gusto rococò e ai modelli francesi, ben rappresentati dai vasellami e dalle piccole plastiche di Giacomo Boselli. Nell’Ottocento la produzione si differenzia a seconda del ceto sociale, riservando la lavorazione della terraglia neoclassica alle tavole della borghesia mentre alle classi popolari vengono destinate stoviglie decorate da semplici macchie di colore, le cosiddette “taches noires”, terrecotte nere cui si aggiungono, fino al secolo successivo, le terrecotte gialle. Nel Novecento, alla tradizionale produzione in serie si affianca un nuovo impiego della ceramica come mezzo di espressione artistica. Negli anni Venti Manlio Trucco porta ad Albisola le novità dello stile déco, tra le due guerre trionfa il Futurismo, nel secondo dopoguerra l’Informale. Le manifatture locali diventano così un vero e proprio punto di riferimento per molti dei più importanti pittori e scultori del panorama internazionale, che utilizzano la ceramica quale mezzo materico di grande potenziale per fare arte.

Una fantastica galleria di tutta questa produzione dal XV al XXI secolo, con oltre mille pezzi accuratamente selezionati dalle curatrici Cecilia Chilosi ed Eliana Mattiauda, è il neonato Museo della Ceramica, realizzato grazie all’impegno e alla stretta collaborazione che ha visto la Fondazione Agostino De Mari e il Comune di Savona operare fianco a fianco e unire con grande attenzione e lungimiranza competenze professionali e risorse economiche, collocando il Museo della Ceramica nel più ampio circuito dei Civici Musei di Savona (MUSA), con l’obiettivo di creare e amplificare il polo museale cittadino e le sue straordinarie collezioni invidiabili a livello internazionale. Nelle sale sono collocate ricche raccolte di proprietà della Pinacoteca Civica – l’antica vaseria dell’Ospedale San Paolo, la prestigiosa donazione del Principe Bon – compagni Ludovisi e i pezzi donati o in deposito alla Pinacoteca a partire dal 2011 (raccolte Folco e Figliolia) – a cui si aggiungono le ceramiche acquistate nel tempo dalla Fondazione A. De Mari di Savona, come il corredo della farmacia Cavanna, la collezione Bixio e importanti opere tratte dalle edizioni della Biennale della Ceramica, realizzate da noti artisti e designer contemporanei fra cui Michelangelo Pistoletto, Adrian Paci, Yona Friedman, Alberto Garutti, Ugo La Pietra, Alessandro Mendini, Andrea Branzi, Pekka Harni e Franco Raggi.

Sede del Museo è il magnifico edificio quattrocentesco del Monte di Pietà – di proprietà della Fondazione A. De Mari – fondato nel 1479 dal Papa savonese Sisto IV e restaurato per l’occasione con un intervento progettuale mirato, da un lato, a conservare e valorizzare le parti storiche preesistenti e, dall’altro, a favorirne una nuova fruibilità pubblica. Nella rinnovata veste di Museo, infatti, gli spazi restaurati e allestiti su quattro piani sono aperti al pubblico e collegati direttamente all’adiacente Pinacoteca Civica di Savona – ospitata a Palazzo Gavotti, di proprietà del Comune – con i suoi straordinari dipinti antichi, primo fra tutti la rinascimentale Crocifissione di Donato de’ Bardi e opere di celebri artisti contemporanei fra cui Picasso, Fontana, De Chirico, Magritte e Mirò. L’unione delle due realtà museali offre l’opportunità di dotare la città di un forte polo d’attrazione, il Museo d’Arte di Pa – lazzo Gavotti, formato da straordinarie collezioni d’arte, e inserito perfettamente in un itinerario culturale e artistico di rilievo internazionale che comprende le chiese e i palazzi del centro storico cittadino.

«Aver realizzato un progetto così rilevante per la nostra comunità e il territorio è per noi motivo di grande orgoglio e soddisfazione – commenta Roberto Romani, presidente della Fondazione Agostino De Mari –. Riteniamo che aver dato al nostro edificio del Monte di Pietà la destinazione di sede del Museo della Ceramica debba considerarsi la naturale evoluzione di un palazzo che rappresenta un capitolo fondamentale della storia savonese e che diventerà così luogo di conoscenza e rappresentazione del vissuto economico e culturale del nostro territorio».

«La nascita del Museo della Ceramica e la creazione, con esso, di un nuovo polo culturale della ceramica savonese rappresentano un’importante opportunità per la città – dichiara Federico Berruti, sindaco di Savona – per favorire lo sviluppo turistico».

 

da “Fondazioni” marzo-aprile 2015