La luce e il colore di Adriano Fenoglio

«Chi è in realtà Adriano Fenoglio? Un artista professionista o, come direbbe Vincent Van Gogh, un professionista artista? Professionale non c’è dubbio, ma anche poeta; poeta del colore, delle linee ariose, a cui si uniscono la precisione della esperienza di designer, pubblicitario, pittore, il lustratore e infine docente». Sono le parole del critico d’arte Bruno Pozzato a presentarci Adriano Fenoglio (1952 – 2013), il protagonista dell’esposizione voluta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Biella presso il proprio Spazio Cultura e in contemporanea a Pollone, piccolo comune in provincia di Biella, dove l’artista ha abitato.

La mostra antologica presenta una selezione di 60 tele di Fenoglio, mettendo in luce tutto il suo personalissimo stile. La rappresentazione della natura, la protagonista indiscussa dei quadri dell’artista, va al di là della mera rappresentazione figurativa ed essa viene reinterpretata attraverso l’interiorità di Fenoglio. Attraverso i colori vividi prevalentemente caldi e la pennellata densa e vigorosa emergono gli stati d’animo, le emozioni, i suoi turbamenti e la gioia. La luce è un altro tratto essenziale, fasci di luce infatti illuminano la tela: i prati e i campi sono pervasi dalla luminosità dei gialli e degli aranci, accompagnati spesso dal viola.

L’estate e la primavera sono le stagioni che erompono sulla tela dell’artista. I colori intensi ed eleganti, gli accostamenti calibrati, ma decisi, fanno emergere che il vero protagonista delle opere è il colore.

«Attraverso la pittura voglio comunicare me stesso. Penso che la difficoltà di comunicazione sia ciò che fa scattare la molla per qualunque attività espressiva. Mi identifico con la mia passione. Ecco perché mi piace Cézanne, mi piace molto il suo autobiografismo: se dipingeva un albero quell’albero era lui. Lo sento molto vicino in questa concezione […]. Ho superato con la pittura momenti di sofferenza, delusione e dolore. Dico sempre che per me la pittura è una una medicina senza controindicazioni».

 

da “Fondazioni” settembre-ottobre 2015