Ilario Fioravanti, una grande retrospettiva a Rimini

Fino al 1° novembre Rimini ospita una grande mostra retrospettiva su uno dei maestri della scultura italiana del secondo Novecento: Ilario Fioravanti. La mostra che viene allestita a Castel Sismondo e al Museo della Città, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini e dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Rimini, presenta circa 140 sculture, tutte in terracotta, e una sessantina di disegni che definiscono la ricerca plastica di Ilario Fioravanti dagli anni Quaranta del Novecento al primo decennio del XXI secolo. L’ingresso è gratuito.

Di origini cesenati, Fioravanti (Cesena 1922-Savignano 2012) aveva cominciato nel solco delle ricerche plastiche di fine Ottocento e primi decenni del Novecento, raccogliendo la lezione di maestri come Medardo Rosso e Degas, e recependo le ricerche di scultori italiani come Arturo Martini, Marino Marini, Giacomo Manzù, Luigi Broggini, assimilando nel proprio linguaggio anche l’eredità della scultura classica. Dopo un lungo periodo di riflessione su se stesso negli anni Sessanta Fioravanti sviluppò un nuovo tipo di ricerca che ebbe come riferimento ideale Giacometti: così mentre Giacometti sente il peso dello spazio che erode il corpo delle sue sculture e le schiaccia fino a ridurle talvolta al filo di materia, viceversa Fioravanti tende a gonfiare, a prendere possesso del vuoto e dello spazio, rinnovando la lezione della forma mediterranea e del gioco della luce che esalta i valori tattili e materici delle forme.

Negli anni Ottanta, sentendo che questo cammino si stava esaurendo, e avvertendo l’urgenza di una cifra espressiva più autonoma, Fioravanti ha introdotto nella scultura in terracotta la tecnica dei vasi sovrapposti che lo segnala per la sua unicità nella storia della scultura novecentesca. Partendo da vasi già torniti seguendo alcune sue indicazioni di forma e di misura, lo scultore interveniva con aggiunte di creta a modellato, colorando le sue opere con la tecnica dell’ingobbio. Una tecnica antica e moderna al tempo stesso, che fonde insieme architettura, scultura e pittura.

Con questa tecnica sono nate opere come il grande Compianto esposto nel 1990 a Milano, per volontà del critico Giovanni Testori, assieme alle opere più significative prodotte fino ad allora dall’artista. La mostra di Milano riscosse grande successo attirando l’attenzione di critici e uomini della cultura come Vittorio Sgarbi, Antonio Paolucci, Andrea Emiliani, Tonino Guerra, Dario Fo e Raffaele De Grada. Fu l’inizio di un percorso che lo ha portato a esporre in numerose città italiane ed europee.

La mostra è curata da Maurizio Cecchetti ed è accompagnata da un catalogo pubblicato dalle edizioni Medusa, che intende fare il punto su quanto emerso finora dai documenti e dalle ricognizione critiche sull’opera dell’artista, che fu, oltre che scultore, anche architetto, formidabile disegnatore, pittore, affrescatore.

Domenica 4 ottobre 2015, alle ore 17, è in programma una visita guidata gratuita alla mostra a cura dello storico e critico d’arte Alessandro Giovanardi.

Orari:
Castel Sismondo – Piazza Malatesta
da martedì a sabato: 15-18,30
domenica e festivi: 9-12 e 15-18,30
lunedì chiuso

Museo della Città – Via L. Tonini 1
da martedì a sabato: 8,30-13 e 16-19
domenica e festivi: 10-12,30 e 15-19
lunedì chiuso 


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