L’arte giovane contamina i centri storici del cuneese

Giunto alla quinta edizione, LocalArt − concorso dedicato ai giovani artisti della provincia di Cuneo, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo in collaborazione con l’Associazione Art.ur e la Fondazione Fotografia di Modena e con il patrocinio dei Comuni di Alba e di Mondovì – si rinnova. Il progetto, che promuove la giovane arte emergente locale, quest’anno ha invitato sei artisti a creare opere d’arte contemporanea, che sono esposte, fino al 15 novembre, nei centri storici di Alba e di Mondovì. Queste installazioni temporanee, frutto di mesi di ricerca e d’interazione con il territorio, s’inseriscono nello spazio pubblico delle due città, attivandone e interpretandone l’attualità e la storia, gli aneddoti e il folklore e unendo i due contesti in un unico percorso artistico.

Ad Alba, Irene Dionisio realizza una perforance in anteprima, nel quadro della Fiera del Tartufo, il lancio di una linea di cioccolatini dai lei creata, indagando il mito dell’artista-imprenditore attraverso il prisma della tradizione gastronomica. Carlo Reviglio della Veneria riporta in auge notizie obsolete, riesumate dagli archivi della stampa locale e veicolate settimanalmente tramite distributori disseminati nel centro città. Cosimo Veneziano espone il proprio omaggio scultoreo alle utopie architettoniche che Constant e Pinot Gallizio proiettarono su Alba alla fine degli anni ’50, gettando le basi per l’immaginazione di una vita sociale diversa.

A Mondovì, nel Parco del Belvedere, Giulia Gallo installa uno strumento paradossale di misura del tempo, legato ai momenti in cui ognuno sospende il calcolo razionale delle ore, per lasciarsi andare in una percezione soggettiva e distesa del loro scorrere. Giulia Savorani dissemina in Piazza Maggiore gli indizi visivi di una narrazione scritta sulla tracce del bisogno di evasione che attraversa le usanze monregalesi, tratti dal video che verrà proiettato il 9 ottobre, in occasione della conferenza inaugurale di LocalArt a Mondovì. Infine, The Bounty Killart portano una curiosa scultura, contenente un gioco ottico di anamorfosi, visibile solo se osservato attraverso una fessura.

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