Grande retrospettiva su Luciano Pivotto

A Palazzo Gromo Losa e a Palazzo La Marmora, prosegue fino al 22 novembre 2015 la prima mostra antologica dedicata a Luciano Pivotto, curata da Irene Finiguerra e Andrea Pivotto.

Il progetto è ideato e realizzato dal Comitato Luciano Pivotto grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, della Regione Piemonte, del Comune di Biella, , di Palazzo La Marmora e della Fondazione Sella. Il catalogo della mostra è realizzato da E20Progetti Editore.

La mostra, che consta di oltre cento opere, è suddivisa in sei sezioni tematiche (formazione, energia/luce, spirituale, terra/fiori, linguaggio, lavoro) che seguono contemporaneamente anche una sequenzialità cronologica. A partire da Palazzo Gromo Losa dove sono ospitate le prime cinque sezioni la mostra si conclude a Palazzo La Marmora dove sono esposte le opere, inedite a Biella, dedicate al mondo del lavoro e dell’economia.

L’esposizione “è un momento di riflessione su di un artista che nel suo essere appartato rispetto ai grandi circuiti ha avuto un pubblico affezionato di collezionisti, galleristi e critici che hanno rispettato la sua coerenza, il suo rigore, il suo essere fedele all’arte senza cedere alle lusinghe del mercato e del gusto del momento”, dichiarano i curatori. Francesco Poli, storico dell’arte contemporanea, nella sua recente conferenza a Palazzo La Marmora parlando di Luciano Pivotto ne ha esaltato il grande valore, riconosciutogli pubblicamente anche dall’amico Gilberto Zorio. Critici della levatura di Alberto Fiz, Olga Gambari, Roberto Borghi e Lorella Giudici hanno scritto su Pivotto pagine significative. La mostra – proseguono Pivotto e Finiguerra – consentirà di collocare l’opera di Luciano Pivotto entro la storia dell’arte non solo biellese, a distanza da quella mostra che con uno sguardo certamente non miope presso il Museo Civico di via Pietro Micca la Città di Biella nel 1989 gli allestì “perché una pubblica amministrazione deve porre attenzione ai segni del tempo e possibilmente tempestivamente coglierli e presentarli al pubblico”.


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