Il cibo e l’arte a Parma

“Il Cibo, l’Arte e la Storia nelle Collezioni d’arte di Fondazione Cariparma” è il titolo della mostra allestita a Palazzo Bossi Bocchi, sede della Fondazione, fino al 13 dicembre.

È un’occasione originale per intraprendere un cammino nel vivo della cultura e della storia parmense: dagli Editti e Avvisi per la regolazione del cibo emessi dai duchi Farnese, Borbone e della Duchessa Maria Luigia alle suggestive immagini del fondo fotografico realizzato nel 1990 in occasione del restauro del Battistero di Parma, dalle antiche scene di caccia dei maestri fiamminghi alle nature morte con le tavole imbandite e le ricche dispense dei “signori”, fino alle “scene di genere”, in cui il tema del cibo ritrova il senso del forte legame con lo scorrere della vita in ogni tempo.

Ecco allora che nella teoria delle sale espositive trovano posto i maestri fiamminghi della Collezione Cozza, le grandi tele di Felice Boselli della collezione Sanvitale, il bellissimo quadro del napoletano Giuseppe Recco della Collezione Garbarino, unitamente ad alcuni significativi esempi di pittori dell’Ottocento italiano, dal macchiaiolo Giovanni Bartolena a Giovanni Segantini, capolavori della Collezione Bruson; per approdare al primo Novecento con il locale Donnino Pozzi, insieme a testimonianze più recenti, in cui il chiarismo di Gianfranco Manara si confronta con gli esperimenti di Bruno Zoni, di Goliardo Padova e Claudio Spattini, tra naturalismo, postcubismo e informale. E ancora le “scene di genere”, proposte in mostra attraverso le varie tecniche della pittura e della fotografia: dagli interni delle osterie fiamminghe di pittori quali David Teniers il Giovane sino alle borghesi stanze ottocentesche di Giorgio Sherer. Il tutto accostato a suppellettili di ceramica, porcellana e rame rappresentate nei dipinti esposti e provenienti dalle stesse Collezioni d’Arte di Fondazione Cariparma.

La mostra si chiude con gli scatti del fotografo Carlo Bavagnoli: suggestive immagini di una Parma ritratta negli anni Sessanta e Settanta, che raccontano la città e i suoi legami con il cibo.

 

 

da “Fondazioni” novembre-dicembre 2015