Visco: Il sistema bancario tiene

«Se l’economia regredisce e i redditi si contraggono, come è avvenuto in Italia per sette lunghi anni, la difesa del risparmio si fa difficile. La prima risposta sta in politiche macroeconomiche e in riforme strutturali decise e lungimiranti, che favoriscano una crescita sostenuta ed equilibrata». Così a conclusione del suo intervento il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco che, sottolineando l’importanza dell’aumento dell’occupazione per il consolidamento della ripresa dei consumi, ha riconosciuto i benefici prodotti dai provvedimenti adottati in tal senso dal Governo. «Nell’ambito delle nostre responsabilità e competenze – ha continuato – come banca centrale partecipiamo con intensità a questo sforzo. Una lunga e profonda recessione appesantisce il sistema bancario. Sono anche emersi negli ultimi anni singoli, gravi episodi di mala gestio, alimentati dalle stesse difficoltà dell’economia. Siamo impegnati a contrastare situazioni di seria difficoltà e di crisi, con l’attività di vigilanza, con la verifica assidua del rispetto delle regole, dell’adeguatezza degli assetti organizzativi, della conduzione prudente dell’attività creditizia così come della trasparenza e correttezza nelle condizioni della raccolta. E quando una crisi si manifesta, bisogna operare per risolverla e contenerne gli effetti negativi. Non è un impegno facile, la sfida è continua, ma gli stessi episodi patologici di questi difficili anni sono venuti alla luce con il contributo, nella maggior parte dei casi determinante anche se non sempre conosciuto, della Banca d’Italia. Il sistema nel suo complesso, nonostante la recessione, nonostante i comportamenti scorretti, ha tenuto. Ho fiducia che le banche, il credito buono, la buona finanza daranno un contributo importante alla ripresa economica, una ripresa che va consolidata e irrobustita». E ai cambiamenti in atto nel sistema bancario italiano il Governatore ha dedicato una parte importante del suo intervento: «I primi passi previsti dalla legge per la trasformazione in società per azioni (delle banche popolari ndr.) sono stati avviati, con la presentazione dei piani che delineano i necessari passaggi e l’arco temporale entro il quale saranno perfezionate le operazioni, che in molti casi potrebbero concludersi entro la metà del prossimo anno… Il cambiamento della forma giuridica è un’importante occasione per il rafforzamento degli assetti di governo societario, per rendere più rapido l’accesso al mercato dei capitali, per agevolare aggregazioni che potrebbero facilitare recuperi di redditività… È ora anche necessaria una riforma del credito cooperativo. La principale fonte di alimentazione del patrimonio delle Bcc, l’autofinanziamento, è stata sostanzialmente prosciugata dagli effetti della crisi economica… Abbiamo seguito le riflessioni che si sono sviluppate nell’ambito della categoria in vista di un progetto di autoriforma. Un punto su cui il confronto è ancora aperto è se il gruppo cooperativo debba essere uno o più d’uno. L’ipotesi di un gruppo unico, se condivisa all’interno della categoria, presenta sicuramente aspetti positivi; ma se il consenso sulla soluzione unitaria non ci fosse, ciò non dovrebbe essere motivo per arrestare la riforma. Maggiore capitalizzazione, più elevati livelli di efficienza, miglioramento del governo societario potrebbero essere conseguiti anche da un contenuto numero di gruppi».

 

 

da “Fondazioni” novembre-dicembre 2015