La Treccani ha 90 anni

Palazzo Branciforte, sede della Fondazione Sicilia, accoglie a Palermo la terza tappa dell’esposizione realizzata per festeggiare i novant’anni della Treccani, dopo quelle di Roma e di Milano. In mostra quarantadue fotografie e cinquantaquattro documenti, oltre quattrocento volumi e sette codici, tra cui il Bodleian 264 (Il Romanzo di Alessandro Magno e I Viaggi di Marco Polo), il Decameron (Holkham Hall 49) e l’Egerton 943 (Divina Commedia). E poi dieci tra touch screen e un prototipo digitale, con cui navigare nella Grande Enciclopedia telematica, composta da più di un milione di lemmi.

Dai documenti in mostra si leggono personaggi ed eventi significativi dei 90 anni di vita dell’Istituto. È del 1927 la firma autografa di Enrico Fermi all’Allegato A del contratto per la sua redazione della voce “atomo” dell’Enciclopedia Italiana. Successiva di circa tre anni è la firma di Filippo Tommaso Marinetti alla voce “Boccioni, Umberto”, scritta di pugno del fondatore del Futurismo.

Si fa un salto nella storia lungo mezzo secolo e si incontra la lettera autografa, datata 1971, di David Ben Gurion ad Aldo Ferrabino, con la quale il fondatore dello Stato d’Israele accetta di redigere la voce “sionismo” per l’Enciclopedia del Novecento. E poi a seguire tante altre conferme di importanti collaborazioni. Anche la raccolta di fotografie è ricca di suggestioni.

Del 1939 è una foto di Luxardo che riprende il direttore scientifico Giovanni Gentile, nonché cofondatore dell’Enciclopedia Italiana insieme a Giovanni Treccani, nel Salone rosso di Palazzo Mattei di Paganica. Ad accogliere la mostra “Treccani 1925 – 2015. La cultura degli Italiani”, c’è la statua de “La conoscenza”, opera in bronzo di Mimmo Paladino realizzata proprio per questo anniversario. Raffigura un “lettore riflessivo”, che osserva una sfera poggiata su un grande libro aperto. Non sta leggendo, dice Paladino, piuttosto sta guardando quest’oggetto metafisico che è l’infinito; sta cercando di capire il mondo, per riaffermare il ruolo insostituibile della “riflessione” e della “cultura” nella realtà contemporanea, in continua e vertiginosa evoluzione.