Il microcredito fa ripartire

Dal 2008 al giugno 2015 in Friuli Venezia Giulia si registrano 21mila lavoratori occupati in meno. I più colpiti rientrano nella fascia di età tra i 25 e i 34 anni. Il tasso di disoccupazione si attesta all’8,5%. Di fronte a questi dati risulta quanto mai urgente l’innovativo progetto di microcredito sociale della Caritas diocesana di Udine, che punta a dare a persone svantaggiate strumenti validi per l’inserimento lavorativo e, dunque, per l’inclusione sociale. L’iniziativa nasce da una convenzione sottoscritta dal Centro Caritas dell’Arcidiocesi di Udine, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone e dalla Banca di Cividale. I prestiti di microcredito andranno a sostenere spese per la frequenza di corsi di qualificazione o riqualificazione professionale finalizzati all’inserimento lavorativo di persone che si trovano in stato di bisogno. A valutare le diverse situazioni personali e famigliari dei richiedenti sarà la rete dei Centri di ascolto della Caritas sparsi su tutto il territorio della Diocesi, grazie a volontari formati allo scopo. Le situazioni giudicate più idonee saranno dunque instradate alla Banca popolare di Cividale. Il progetto prevede un fondo di garanzia di 150mila euro, 90mila messi a disposizione dalla Caritas diocesana, 60mila dalla Fondazione Crup. La Banca di Cividale si impegna invece a mettere a disposizione un plafond complessivo massimo di 300mila euro per i finanziamenti da erogare.

«La nostra Fondazione – commenta il presidente della Crup, Lionello D’Agostini – sostiene progetti che mirano a contrastare le nuove povertà e a sostenere l’infanzia svantaggiata. La Caritas rappresenta per noi un interlocutore essenziale per l’attuazione di tali linee di intervento, che oggi mettiamo in campo nella speranza di avviare una catena di solidarietà sempre più ampia ed efficace nei confronti dei concittadini in difficoltà, che cercano nella dignità del lavoro una nuova ripartenza per loro e per le loro famiglie».