Itaca, un nuovo futuro

Grazie al progetto Itaca, promosso dalla Cooperativa Sociale Luna Nuova e sostenuto dalla Fondazione con il Sud, la villa palermitana confiscata al boss mafioso Tommaso Spadaro è stata ristrutturata e oggi è sede di una struttura residenziale ed educativa che ospita sia minori stranieri giunti in Italia da soli che ragazzi italiani vittime di abusi o violenze, con l’obiettivo di contrastarne l’emarginazione e l’ingresso in percorsi di illegalità. La struttura è suddivisa in due parti, una residenziale con 12 posti disponibili e l’altra in cui si svolgono tutte le attività offerte dal centro (cineforum, corsi di alfabetizzazione anche per adulti, laboratori di psicodramma, corsi di danza, fotografia ecc.) aperte anche alla comunità, per facilitare l’integrazione territoriale dei ragazzi.

In questi anni di attività (i primi ragazzi sono arrivati nel 2011), il centro ha accolto una ventina di minori stranieri tra i 13 e i 18 anni, provenienti per lo più da Egitto, Tunisia, Marocco, Bangladesh e Nigeria. Ragazzi che sbarcano nel nostro paese soli e che sono segnalati dalla Questura e dal Servizio Emergenze del Comune di Palermo dopo essere stati trasferiti da Lampedusa ai centri di prima accoglienza di Agrigento. Soprattutto nelle prime fasi, il centro offre loro sostegno psicologico e supporto anche per l’avvio delle pratiche necessarie ad ottenere il permesso di soggiorno.

I ragazzi accolti, dopo aver conseguito la terza media (frequentando le scuole del territorio o, per i più grandi, attraverso corsi serali) hanno la possibilità di seguire percorsi di orientamento professionale, ma anche di formazione: diversi di loro sono infatti riusciti a trovare un lavoro e una casa. 2 ragazzi sono impiegati con contratto a tempo indeterminato in strutture alberghiere, altri 2 sono stati assunti in bar-pasticcerie, mentre 1 di loro ha deciso di trasferirsi a Milano, dove continua a lavorare come magazziniere. Mediamente gli stranieri restano nella struttura 2 o 3 anni. Ad oggi nel centro vivono 4 minori stranieri e 8 italiani, ma la struttura è frequentata da tantissimi altri ragazzi (almeno una decina stranieri), anche provenienti dagli altri centri educativi e di accoglienza delle vicinanze.

 

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