La lotta alla dispersione si può vincere

Il fenomeno della dispersione scolastica (la somma tra abbandono, non frequenza e ripetenza) in Italia ha assunto dimensioni drammatiche. Il solo abbandono interessa infatti il 17,6% dei nostri giovani (circa 750mila ragazzi) contro una media europea del 12,8%. Negli ultimi 15 anni sono 2,9 milioni i ragazzi nel nostro Paese che non hanno portato a termine la scuola secondaria di secondo grado. Numeri simili disegnano un fenomeno preoccupante, causa di povertà e di disuguaglianza.

Questa emergenza sociale si può ridurre attraverso percorsi e strumenti didattici innovativi, che agiscano sulla prevenzione e sulla stretta collaborazione tra docenti e allievi. Lo ha dimostrato il primo anno di sperimentazione del progetto, unico in Italia, “OrientaDropOut” ideato e promosso all’Ente Cassa di Risparmio di Firenze in collaborazione con partner qualificati come l’Isfol – Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori, l’Università di Perugia, le associazioni aretine Pratika e Nausika, che hanno una particolare competenza in questo campo.

I risultati sono stati illustrati il 23 giugno nel corso di un seminario che si è svolto nella sede dell’Ente Carifirenze, al quale sono intervenuti gli attori del progetto assieme ad esperti, docenti, operatori. Gli interventi sul campo hanno coinvolto 6 scuole e 4 agenzie formative della Regione Toscana, oltre 1.000 insegnanti, 500 studenti, 500 famiglie, nonché 150 dropout (giovani fuoriusciti dai percorsi scolastici).

L’attività di questo primo anno ha consentito di migliorare oggettivamente non solo l’apprendimento degli studenti, ma ha anche ampliato considerevolmente le loro funzioni cognitive: risulta dalle verifiche compiute prima e dopo la sperimentazione. Il modello adottato è ora a disposizione della comunità educativa attraverso una serie di strumenti che sono scaricabili gratuitamente dal sito www.dispersione.it.

Gli esperti hanno accompagnato i docenti (in tutte le classi sperimentali, dalla scuola primaria fino ai dropout) per 70 ore complessive in ogni classe (125 per i dropout), focalizzandosi sul potenziamento e sul recupero delle competenze di base degli assi matematico e linguistico e sull’orientamento narrativo. Quasi un terzo delle ore è stato dedicato a un training di lettura in cui agli studenti è stata semplicemente offerta l’opportunità di ascoltare letture ad alta voce di testi di narrativa, selezionati con lo scopo di rafforzare trasversalmente le dimensioni cognitive e gli apprendimenti acquisiti.

Gli esperti hanno realizzato la didattica proposta attraverso giochi, attività e compiti complessi di realtà, proponendo la realizzazione di libri di classe composti da storie e filastrocche scritte dai ragazzi, favorendo la partecipazione a un concorso nazionale di lettura in cui due delle classi partecipanti si sono aggiudicate il “Premio Letture ad Alta Voce”. Per una didattica della matematica più efficace e meno spaventosa sono state invece adottate le nuove tecnologie e le costruzioni Lego.

“Fondazioni” maggio-giugno 2016