Le Meraviglie dello Stato di Chu

Nel millennio che precede l’era cristiana, nelle antiche terre dei Veneti, tra Po e Adige, e lungo le sponde del Fiume Azzurro, in quella che poi sarà la Cina, si affacciano alla storia due grandi civiltà, capaci di proporre manufatti di straordinaria raffinatezza e di accogliere il meglio della cultura locale e dei popoli contemporanei. Civiltà che diventeranno parte integrante e costituente di realtà molto più potenti: l’Impero Romano nel caso dei Veneti, il futuro Celeste Impero per il Regno di Qin. 

Grazie al contributo della Fondazione Cariparo e della Regione Veneto, testimonianze della civiltà dell’antico Regno sono in mostra, per la prima volta in Europa, fino al 25 settembre, al Museo Nazionale Atestino di Este, in provincia di Padova, al Museo Archeologico Nazionale di Adria, in provincia di Rovigo, e al Museo di Arte Orientale di Venezia.

La mostra dal titolo “Meraviglie dello Stato di Chu”, pur suddivisa in tre sedi, è di concezione unica. I tesori archeologici esposti, provenienti in parte significativa dal Museo provinciale dell’Hubei (cuore dello stato di Chu) nella città di Wuhan, sono proiettati in una dimensione dinamica grazie a un allestimento espositivo che si integra con supporti multimediali, coinvolgendo il pubblico in un’esperienza multisensoriale. Musica, arte della guerra, mitologia e filosofia, riti e tradizioni sono solo alcuni dei temi che, visitando le esposizioni, è possibile approfondire e anche declinare in base a ogni ordine e grado scolastico.

Nato come piccolo regno militare, Chu si espanse al punto di diventare, sul finire del Periodo delle Primavere e degli Autunni (770 – 454 a.C.), una vera e propria potenza, che visse il suo momento di massimo splendore nel successivo Periodo degli Stati Combattenti (453 – 221 a.C.).

L’impressionante qualità e stato di conservazione dei reperti archeologici, rinvenuti in uno straordinario contesto archeologico di recente scoperta, testimonia come la supremazia del Regno fosse culturale, prim’ancora che militare. Armi e giade rappresentano i due punti estremi dello Stato di Chu: la supremazia terrena attraverso la guerra e il consenso celeste attraverso l’offerta del bene più prezioso, la giada.

Si possono ammirare bronzi rituali ding e dui, indicatori della ricchezza e del prestigio della classe nobile, che sottolineano la grande abilità degli artigiani di Chu, in continuità con quella che sarà la gloriosa tradizione dei bronzi cinesi; lacche straordinarie, che hanno conservato oggetti in legno datati oltre due millenni e mezzo fa; persino strumenti musicali, parte di vere e proprie orchestre, che sono il segno di una padronanza dell’arte musicale senza eguali al mondo nel V secolo a.C.. E poi le campane di bronzo niuzhong e yongzhong, che costituiscono senza dubbio i reperti più identificati della cultura dell’epoca. E, ancora, vasellame rituale della Cina antica che fornì il modello di riferimento per i contenitori bronzei dei secoli successivi.

L’accordo tra Italia e Cina, e più precisamente tra Veneto e Provincia cinese dell’Hubei, che ha consentito di realizzare questa iniziativa, successivamente favorirà l’allestimento di una mostra al Museo Provinciale dell’Hubei che aiuterà i cinesi ad avvicinarsi alla grande storia che precedette di secoli la nascita di Venezia.

 

“Fondazioni” maggio-giugno 2016