Perugino, Pinturicchio e gli altri a Palazzo Lippi Alessandri

Si protrarranno fino al 20 novembre le due belle mostre ospitate sotto un unico titolo “I Tesori della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e il caravaggismo nelle collezioni di Perugia” nel centro storico del capoluogo umbro a Palazzo Lippi Alessandri, acquistato e di recente restaurato dalla locale Fondazione.

In rassegna, da un lato 50 dipinti di proprietà dell’Ente, rappresentativi delle esperienze artistiche che si affermano in Umbria nell’arco di quattro secoli, dal Trecento al Settecento, e di altri aspetti della cultura figurativa italiana dal Rinascimento al Barocco; dall’altro dipinti caravaggeschi provenienti da collezioni perugine, pubbliche e private.

Il ricco patrimonio d’arte della Fondazione viene presentato in sette sezioni tematiche, a partire da una selezione di paesaggi e nature morte, tra cui opere del perugino Pietro Montanini, di Francesco Allegrini che operò a Gubbio, di Alessio De Machis attivo a Perugia, di Nicola Giulio che a Perugia nacque e fu specialista nel dipingere fiori, animali e nature morte.

La seconda sezione è dedicata alla pittura umbra del Rinascimento, con tre “Madonne con il Bambino”, di Pietro Perugino, Bernardino Pinturicchio, Matteo da Gualdo, un bel “Santo Stefano lapidato” di Luca Signorelli e una splendida “Deposizione” (nella foto) di Niccolò di Liberatore, eseguita in collaborazione con il figlio Lattanzio, secondo i toni accorati di una non dimenticata suggestione espressionista di impronta medioevale.

La terza sezione riunisce, fra altro, sette opere di Gian Domenico Cerrini detto il Cavalier Perugino, un artista recentemente riscoperto grazie alla mostra monografica dedicatagli dieci anni fa dalla Fondazione.

La quarta presenta opere di grande formato di Federico Zuccari, Ippolito Borghesi, Cristoforo Roncalli, detto il Pomarancio, e di Giovanni Baglione: tutti artisti che, tra la fine del Cinquecento e gli inizi del Seicento, ebbero contatti con la realtà perugina e umbra.

La quinta e la sesta sezione mettono in mostra le più recenti acquisizioni della Fondazione.

Specifico omaggio al territorio è, invece, la settima sezione dedicata all’iconografia francescana. Essa trova il suo culmine in un bellissimo dipinto del Cerano e un piccolo “San Francesco in meditazione” di Giovan Francesco Barbieri, detto il Guercino.

L’altra parte dell’esposizione, dedicata ai “caravaggeschi”, trae spunto dal fatto che in Perugia sono presenti opere di ottimo livello che in maniera diretta o indiretta si rifanno alla lezione di Michelangelo Merisi. Perno della sezione è il grande dipinto di Giusto Fiammingo raffigurante “La fuga del giovane nudo”, già nella collezione Giustiniani di Roma, ora di proprietà della Galleria dei Gerosolimitani. Accanto ad essa vengono esposti i due magnifici Valentin de Boulogne della Galleria Nazionale dell’Umbria e una tela raffigurante “I cinque sensi”, della Fondazione Orintia Carletti Bonucci, che è anche proprietaria di due quadri del cosiddetto Maestro di Baranello, un raro pittore di cultura caravaggesca che sente parallelamente il richiamo del classicismo primo-seicentesco.


“Fondazioni” maggio-giugno 2016