Terremoto: una prima risposta

A sette anni dal loro intervento a favore dell’Abruzzo e a quattro da quello per l’Emilia Romagna, le Fondazioni di origine bancaria si impegnano nuovamente in un’iniziativa di sistema per intervenire nella drammatica situazione che coinvolge le popolazioni colpite da un sisma: quello che la notte del 24 agosto ha devastato diverse aree dell’Italia Centrale. «Il sacrificio di vite umane è stato estremamente doloroso e ai famigliari delle vittime va il nostro più profondo cordoglio» afferma Giuseppe Guzzetti, presidente di Acri. Il Consiglio di Acri ha deciso una raccolta fondi presso le proprie Associate, che si attesterà intorno ai 3 milioni di euro. Le erogazioni verranno finalizzate a iniziative postemergenziali, puntuali e mirate, che saranno individuate sulla base di valutazioni congiunte con le Fondazioni operanti sui territori coinvolti, alle cui risorse deliberate per fronteggiare i danni del terremoto andranno ad aggiungersi quelle raccolte da Acri. «L’emergenza non può dirsi ancora pienamente finita, ma le popolazioni e il Governo, insieme agli Enti locali, già pensano opportunamente alla ricostruzione e al rilancio, per consentire a quelle comunità di conservare le proprie radici e le proprie identità – afferma Guzzetti –. Certamente anche le Fondazioni di origine bancaria daranno il loro contributo per mantenere coeso in quei luoghi il tessuto sociale e quello economico».

“Fondazioni” settembre-ottobre 2016