Io-ascolto, per contrastare la dislessia

Si chiama “Io-Ascolto” l’innovativo progetto di ricerca sperimentato a Torino per migliorare le capacità di apprendimento dei bambini a scuola e contrastare i disturbi specifici dell’apprendimento come la dislessia – ossia l’impossibilità di leggere velocemente e correttamente parole e testi – riscontrabile in circa 4 studenti italiani su 100, secondo le stime dell’Aid – Associazione Italiana Dislessia. Il progetto Io-Ascolto è finanziato dalla Fondazione Crt ed è realizzato dall’Università degli Studi di Torino e dal Politecnico di Torino, in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica.

Si tratta di un vero e proprio programma didattico da affiancare a quelli tradizionali, rivolto ai bimbi dai 5 ai 7 anni, con l’obiettivo di rafforzare percezione, discriminazione, memorizzazione e associazione di suoni e immagini, anche con l’ausilio di un software specifico basato sulla stimolazione di specifiche aree cognitive, proposto con l’utilizzo di tablet e cuffie. Una sorta di “avventura giocosa”, in cui i piccoli affrontano prove volte a sviluppare capacità cognitive specifiche. Per il momento il programma è orientato a prevenire il disturbo specifico della lettura, la dislessia, ma in futuro conta di implementare esercizi per contrastare le altre problematiche dell’apprendimento, come la discalculia (difficoltà a eseguire agevolmente operazioni di calcolo), la disortografia (difficoltà a comporre le parole correttamente) o il deficit di attenzione e l’iperattività. Tali disturbi persistono anche in età adulta, complicando, ad esempio, la lettura di cartelli stradali, istruzioni, libri, giornali o l’esecuzione di semplici calcoli nelle spese ordinarie.

Io-Ascolto è un progetto unico in Italia sotto tre punti di vista. In primo luogo viene proposto a intere classi, anziché ai soli bambini con difficoltà o a rischio, sia per non creare differenziazioni o discriminazioni, sia perché un programma di potenziamento delle capacità di attenzione e di memoria uditive e visive, del linguaggio e della lettura può servire a tutti. In secondo luogo il training inizia molto precocemente, già a 5 anni, ed è continuativo dalla scuola d’infanzia fino al secondo anno della primaria, con esercizi mirati e calibrati per età. Nel periodo della vita che va dai 5 ai 7 anni, infatti, nel cervello è ancora alta la plasticità neurale, ed è possibile modificare le aree linguistiche attraverso stimoli ambientali che coinvolgono i canali sensoriali uditivi e visivi: una novità significativa rispetto ai tradizionali percorsi di riabilitazione che, di norma, vengono intrapresi a seguito di diagnosi di dislessia solo dopo gli 8 anni, quando però la modificabilità di questi neuroni inizia a diminuire. La terza novità di Io-Ascolto riguarda la correlazione tra una buona acustica in classe e un buon apprendimento degli alunni, e punta a “trattare” le aule con l’installazione di pannelli fonoassorbenti che riducono il rumore di fondo e la riverberazione sonora. Secondo i risultati di un primo test effettuato in tre scuole torinesi la cattiva acustica nelle aule scolastiche peggiora del 10% l’intelligibilità del parlato nei bambini dei primi anni di scuola primaria, con possibili ricadute negative sulle capacità uditive, fonologiche e di lettura degli studenti.

 

“Fondazioni” gennaio-febbraio 2017