Un nuovo polo scolastico a Modena con il contributo delle Fondazioni

Si è tenuta sabato 2 ottobre la cerimonia di posa della prima pietra del nuovo polo scolastico di Rovereto sul Secchia, in provincia di Modena, alla presenza del Sindaco Enrico Diacci, del Dirigente Scolastico Giovanna Manfredi, del Presidente dell’Associazione tra Fondazioni di origine bancaria dell’Emilia-Romagna Paolo Cavicchioli e dell’Assessore all’Istruzione Unione Terre D’Argine e Sindaco di Campogalliano Paola Guerzoni, nonché delle ragazze e dei ragazzi.

Dopo gli ingenti danni provocati dal sisma del 2012, si avvia il cantiere che consegnerà agli studenti ed alla comunità un nuovo polo scolastico per le scuole primarie e secondarie di primo grado. Alla palestra del nuovo polo, in particolare, è stato destinato il contributo di € 832.000 riconosciuto dall’Associazione Regionale tra Fondazioni di origine bancaria dell’Emilia-Romagna attraverso la Fondazione di riferimento Cassa di Risparmio di Carpi. Il contributo è parte della raccolta fondi promossa immediatamente dopo le scosse dall’Associazione Regionale delle Fondazioni dell’Emilia-Romagna assieme ad Acri, un totale di € 5.700.000 destinati a favore di 14 interventi di ricostruzione di strutture educative e scolastiche danneggiate dal sisma.

A seguito del tragico terremoto che ha colpito i nostri territori,” ha commentato il Presidente Cavicchioli, “le Fondazioni di origine bancaria hanno reagito con una risposta corale realizzando da subito una raccolta fondi per la ricostruzione degli spazi scolastici ed educativi così fortemente danneggiati. Raccolta che ha visto la partecipazione delle Fondazioni presenti sui territori colpiti, ma anche delle altre associate della Regione, nonché di Acri e delle Fondazioni da tutte le regioni italiane. Con grande soddisfazione vediamo oggi quel contributo concretizzarsi per la nuova scuola, che con servizi e spazi innovativi diventerà il luogo di crescita e formazione per tanti ragazzi. Con soddisfazione contribuiamo a realizzare i desideri di quella ‘scuola che verrà’ che i ragazzi hanno depositato nella botola del tempo”.