Le Fondazioni di Parma per la comunità

11 dicembre 2017

Le Fondazioni di origine bancaria incoraggiano la germinazione del bene. E senz’altro questo vale a Parma dove le Fondazioni Cariparma e Monteparma hanno un importante ruolo di stimolo e di supporto per le attività della società civile e a favore dell’intera comunità. L’una con un impegno articolato su fronti variegati, dall’arte alla cultura, ai restauri, alla ricerca e alla formazione, alla sanità e al welfare; l’altra con una particolare vocazione alla valorizzazione della cultura e delle arti nel loro complesso, senza peraltro trascurare i temi della formazione e dell’inclusione; entrambe con una profonda attenzione allo sviluppo del territorio e ai bisogni dei minori. Su quest’ultimo fronte, alla Fondazione Cariparma, oltre al nuovo Ospedale dei Bambini, costruito insieme ad altri partner, si deve la realizzazione di numerosi asili nido e scuole materne, che hanno consentito una sensibile diminuzione del divario esistente tra richieste di iscrizione alle liste e posti disponibili. È da dire che in campo sociale la Fondazione Cariparma opera in maniera sistematica con un progetto – l’Espr.it – che si pone un obiettivo molto ambizioso: contribuire alla costruzione di una cultura del welfare comunitario e generativo nel suo territorio di riferimento, capace di attrarre e valorizzare le risorse private e far crescere una nuova imprenditoria sociale, attraverso un percorso in cui la società civile partecipa, si auto-organizza, si responsabilizza e cofinanzia le iniziative sulla base dei valori condivisi della solidarietà e del bene comune. La Fondazione, di fatto, si pone come broker del territorio, non limitandosi al ruolo di semplice finanziatore delle varie attività. Iniziato nel 2014 con una prima fase di esplorazione, sollecitazione e ascolto del contesto parmense, per proseguire nel 2015 con una fase dedicata alla progettazione, a febbraio 2016 il progetto Espr.it ha visto l’attivazione di due tipologie di laboratori: quelli finalizzati a intercettare problemi e risorse poco visibili e quelli orientati a ripensare i servizi per i cittadini con i cittadini, nell’ottica del welfare sharing. Nel corso degli ultimi anni la Fondazione ha, inoltre, contribuito alla nascita dei cosiddetti “Punti di Comunità”, attivati da Forum Solidarietà e in stretto collegamento con le istituzioni locali. Sono luoghi belli e accoglienti situati in vari quartieri della città per offrire informazioni sulle opportunità del territorio e piccoli servizi utili ad aiutare le persone nel disbrigo delle pratiche quotidiane. Essi vogliono dare risposte, ma anche stimolare le persone ad acquisire un ruolo attivo aderendo a iniziative socializzanti o diventando risorsa per gli altri. I Punti di Comunità prevedono, in particolare, attività di ascolto, orientamento rispetto alla rete istituzionale e non (associazionismo, terzo settore), servizi di sanità leggera, consegna farmaci a domicilio, assistenza e accompagnamento nelle pratiche burocratiche, attività socializzanti. Si basano sul lavoro di volontari, che vengono reclutati e formati; nel solo 2016 ne sono stati coinvolti altri 40, anche per implementare nuove attività, fra cui una sorta di “agenzia di servizi” per disoccupati e sotto-occupati, che facilita l’incontro con privati per lavori domestici e di babysitteraggio, nel rispetto della normativa che regola il lavoro accessorio. Anche a Parma, infatti, l’occupazione è comunque una priorità. Su questo fronte la Fondazione Cariparma sostiene due Lto - Laboratori territoriali per l’occupabilità, rivolti sia a studenti già inseriti nei normali corsi di formazione, sia ai cosiddetti Neet e a giovani disoccupati in cerca di lavoro. Attualmente ci sono due Lto: il “Food Farm 4.0” (trasformazione agroalimentare, meccanica agroalimentare, analisi microbiologiche, enogastronomia, food design) e “La nuvola di SMOG” (fondato sulla didattica laboratoriale per le nuove tecnologie, in particolare nella meccanica avanzata). Si tratta di luoghi d’incontro, sperimentazione tra vecchie e nuove professioni e pratica dell’innovazione, grazie anche all’utilizzo strategico delle tecnologie digitali. Attraverso la collaborazione attiva di enti pubblici locali, camere di commercio, industria, artigianato, agricoltura, enti di formazione e coniugando opportunamente innovazione, istruzione e inclusione, con gli Lto ci si propone di stimolare la crescita professionale, le competenze e l’autoimprenditorialità delle nuove generazioni.

Ma se il sociale è ben presidiato, certo le Fondazioni di Parma non trascurano l’arte e la cultura. Oltre alle splendide collezioni che conservano nelle proprie sedi e che spesso mettono a disposizione della collettività con visite guidate, sostengono anche molte altre iniziative, spesso intersettoriali. La Fondazione Monteparma, per esempio, ha scelto di fondere arte e sociale, riservando sempre un’attenzione particolare alle nuove generazioni. Ne sono esempi il sostegno accordato da diversi anni all’Associazione MUS-E, che promuove l’integrazione tra i bambini delle scuole elementari attraverso la partecipazione ad esperienze di creazione artistica condivisa, e il supporto alla sezione di Parma dell’Associazione Italiana Assistenza Spastici per le attività del gruppo musicale “Anni 60 e dintorni”. Nel 2002, inoltre, Fondazione Monteparma ha fondato, insieme alla locale Università degli Studi, la casa editrice Mup che ha lo scopo di promuovere e diffondere la conoscenza del grande patrimonio culturale locale, tramite eventi e, soprattutto, la realizzazione di pubblicazioni di pregio (all’attivo ha più di 700 titoli ed è in produzione un’enciclopedica Storia di Parma). A ciò si aggiunge il sostegno al Museo del Duomo di Fidenza, del Bodoniano e del Museo Ettore Guatelli, nonché alla maggior parte delle istituzioni musicali e teatrali locali, quali il Teatro Due, Solares Fondazione delle Arti, Lenz Fondazione, il Teatro del Tempo, l’Associazione Salotti Musicali Parmensi, Parma Jazz Frontiere Festival, e, non ultimi, il Teatro Regio e la Fondazione Arturo Toscanini, che raccolgono anche il sostanziale e imprescindibile supporto della Fondazione Cariparma.

Parma è una città bellissima, ma probabilmente non potrebbe continuare a essere tale se istituzioni quali le locali Fondazioni di origine bancaria non fossero sensibili alle necessità di recupero delle sue bellezze. Solo per citare i più importanti, si può far cenno al restauro della torre campanaria dello splendido Complesso di San Paolo, sostenuto dalla Fondazione Monteparma, o ai numerosi restauri sostenuti dalla Fondazione Cariparma, come quelli dell’antichissimo campanile della Cattedrale, che era stato colpito da un fulmine, della balaustrata esterna della Basilica Magistrale di Santa Maria della Steccata, oppure degli splendidi giardini del Parco Ducale, della Chiesa di San Pietro, della Casa natale di Arturo Toscanini, o dei magnifici Portici del Grano sottostanti la Residenza Municipale, a cui si è di recente aggiunta la trasformazione della Chiesa del Carmine in un bellissimo Auditorium, annesso al Conservatorio. Grazie al determinante contributo della Fondazione Cariparma l’austera e silenziosa presenza, da secoli posta accanto al vivace e sonoro Conservatorio, è così diventata un nuovo luogo di incontro e di cultura per la città, quasi resuscitato dalla fresca energia vivificante della musica.

"Fondazioni" novembre-dicembre 2017

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