Storia di una città ducale e partigiana

11 dicembre 2017

Parma. “Compatto, liscio, color malva e morbido”, così questo nome pareva a Proust. E, probabilmente, da qualcosa di liscio e compatto davvero deriva: lo scudo tondo utilizzato dall’esercito romano, che si chiamava appunto parma. Oppure potrebbe derivare dai nomi documentati di tribù che abitarono quei territori: Parmeal, Parmni o Parmnial. Il linguista Massimo Pittau concilia le due ipotesi, suggerendo che il nome latino dello scudo fosse un prestito dalla lingua etrusca e derivasse proprio dal nome di tribù locali che già utilizzavano lo stesso scudo metallico di forma circolare, quando i Romani conquistarono la città, nel 182 a.C. Con il trascorrere degli anni, la fedeltà dimostrata da Parma nei confronti dell’Impero le valse il titolo di Augusta Parmensis.

Dopo i saccheggi da parte dei barbari Parma ebbe una prima rinascita per mano di Teodorico, re degli Ostrogoti, e poi durante il breve periodo bizantino (539-568), che le valse l’appellativo di “Crisopoli” (Città d’oro). Ma fu con l’arrivo dei Longobardi, nel 593 d.C., che Parma divenne per la prima volta la capitale di un ducato, centro militare e amministrativo in cui risiedeva una delle figlie del re Agilulfo. Nei secoli successivi ebbe alterne vicende: conquistata dal Barbarossa, riottenne l’autonomia nel 1183, con la Pace di Costanza, per poi perderla di nuovo. Fu prima sottoposta al dominio milanese dei Visconti, dal 1346 al 1447, e poi degli Sforza. Seguirono i Francesi, da cui fu liberata nel 1521 grazie agli eserciti pontificio e spagnolo.

Nel 1545 Papa Paolo III (nato Alessandro Farnese) creò il Ducato di Parma, affidandolo al figlio illegittimo Pier Luigi Farnese, la cui famiglia mantenne il governo ducale fino al 1731. I Farnese fecero di Parma una piccola capitale, ricca delle opere di grandi artisti quali il Correggio e il Parmigianino: un faro culturale che si mantenne tale con i successivi sovrani, i Borbone-Parma, e poi la Duchessa Maria Luigia. Dopo l’abdicazione nel 1814 di Napoleone Bonaparte, che aveva annesso il Ducato alla Francia, trasformandolo in semplice dipartimento (Dipartimento del Taro), il Congresso di Vienna, che aveva ristabilito il Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla, lo affidò temporaneamente a Maria Luigia d’Austria, sposa di Napoleone e figlia dell’imperatore Francesco I, che così divenne la nuova Duchessa della città. Malgrado gli episodi rivoluzionari del 1831, Maria Luigia lo rimase fino alla sua morte, avvenuta nel 1847. Nello stesso anno i Borbone-Parma tornano a governare il Ducato, fino al 1859 quando scoppiò la Seconda Guerra di Indipendenza.

Dopo un plebiscito celebrato nel 1860, a seguito dell’Armistizio di Villafranca, il Ducato fu annesso al Regno di Sardegna, e da lì condivise la storia dell’Italia. Per i sacrifici delle sue popolazioni e per l’attività nella lotta partigiana durante la Seconda Guerra Mondiale Parma è stata insignita della Medaglia d’Oro al Valor Militare.

"Fondazioni" novembre-dicembre 2017


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